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di Nedo Pozzi

Comunicare è come creare.

NedoPozzi_Meet13(Intervento tenuto nel corso del tredicesimo meeting online di Comunicare per un mondo unito del 5 febbraio 2011)

Avevo in liceo un docente di lettere, appassionato di comunicazione, che ripeteva sempre questo assioma: comunicare è come creare. E ci spiegava che comunicare non poteva essere solo il passaggio di una informazione da un agente all’altro, ma l’elaborazione di un dato ricevuto e, anche senza volere, arricchito o impoverito, ma comunque modificato, che veniva poi trasmesso. Infatti, diceva, non esistono in natura  soggetti che riproducano semplicemente quanto ricevono, ma solo e sempre elaboratori e creatori del nuovo. Forse è questa la radice della attuale mutazione dei media, che cessano sempre più di essere venditori di notizie (tanto si sa tutto e subito) per divenire venditori di idee, interpreti del reale. L’informazione non può, non deve esaudirsi al racconto solo di cose frivole o peggio, speculare sugli scandali. Guardiamo, con onestà ed intelligenza, al paese reale invece. Guardiamo a chi è in difficoltà a chi è sempre più solo, alle forze positive così poco testimoniate da noi media, all’esemplarità così raramente mostrata.

Fatti di vita, esperienze. Il racconto presuppone la ricerca di un senso è una vera palestra etica. Solo il racconto dunque può costituire la condizione di quello scambio di esperienze di vita che è alla base della comunicazione autentica. Una simile comunicazione non è pura trasmissione, bensì costruzione di un bene comune attraverso la testimonianza della verità. Devo questi pensieri ad un discorso del Cardinal Tettamanzi, arcivescovo  di Milano.

 

Certo alla base ci deve sempre essere l’amore geloso della verità. Ma è proprio l’amore che crea anche una pluralità di punti di vista e di narrazioni… Ed è così che dietro ai mezzi, dietro agli strumenti, si creano i gruppi, le comunità.
Noi di NetOne siamo una di queste, siamo un popolo della rete, la rete della condivisione, della comunicazione orizzontale, della migrazione verso l’altro, verso gli altri, ai quali vogliamo far dono della nostra vita, delle nostre storie, di beni immateriali come l’attenzione e la solidarietà…

Quando Chiara Lubich nel giugno di undici anni fa gettò il seme di NetOne, questo era il suo sogno: non tanto e non solo una associazione di comunicatori, quanto un popolo che avrebbe scelto l’amore come paradigma di relazioni sociali, come quella ad esempio che stiamo vivendo in questo momento. Lo scopo dei nostri appuntamenti video infatti, che riprendiamo quest’anno e ai quali vorremmo conservare fedelmente una cadenza bimestrale, oltre a quello di diffondere il nome e il progetto di Netone, è soprattutto quello di condividere un momento creativo di comunicazione, dove insieme al vederci e al sentirci, ci sia anche  il crescere dell’unità tra di noi, come una realtà che ci lega oltre i limiti e le distanze.

NetOne non è una etichetta, quindi. E’ una dimensione creativa e valoriale, dove possiamo in ogni momento trovarci e condividere  esperienze, progetti, piccoli e grandi sogni del nostro essere comunicatori.