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di Fabio Bolzetta

Al via il convegno "Le nuove tecnologie: una risorsa pastorale"

convegnowecaSalutati dal Messaggio del Segretario Generale del Ministero delle Comunicazioni Marcello Fiori, da tutta Italia, oltre 200 webmaster cattolici, operatori delle comunicazioni sociali ed educatori si sono ritrovati presso il  Plaza Hotel di Perugia per partecipare al Convegno: "Le nuove tecnologie: una risorsa educativa",

Come ha commentato Mons. Franco Mazza, Presidente di WeCa : "Tra gli scopi di questo Convegno, rimane quello di far risaltare l'urgenza di nuovi educatori e formatori. Infatti, un primo problema da affrontare con molto serietà e consapevolezza è l'insufficienza di educatori capaci di muoversi in questo nuovo ambiente culturale.

E' evidente - ha aggiunto Mons. Mazza -  lo scollamento tra il mondo degli adulti e delle nuove generazioni: l'immagine dell'adulto è assai "lontana" dalle tecnologie, incapace di coglierne il significato più vero dovuto soprattutto all'approccio strumentale che gli adulti hanno nei confronti di quello che invece può essere considerato  un nuovo "spazio" di incontro, di ricerca, di negoziazione culturale e valoriale".

Il Convegno è stato il primo incontro in cui si è riflettuto in ambito cattolico sul tema dei videogiochi  che nel 2008 compiranno cinquant'anni di vita. E' del 1957, infatti, il primo esperimento di tecnologia digitale al servizio dell'intrattenimento interattivo ad opera della Loral Electronics. Per il prof. Roberto Genovesi, vice direttore di RaiSat Ragazzi: "la cameretta è ormai una vera e propria isola crossmediale. I bambini adoperano i videogiochi come strumento di socializzazione perche' attraverso la quotidianeita' del loro uso sono in grado di creare mode, abitudini, linguaggi. Perfino nuovi, inediti luoghi di aggregazione. Sorta di muretti virtuali che vedono come boe le consolle, i virtual world, i programmi di comunicazione online, i telefonini". Secondo Genovesi è "La parrocchia che può diventare il reparto difensivo di una squadra in cui il centrocampo - scuola e famiglia - fa purtroppo ancora acqua".

Sono intervenuti oggi al Convegno: Mons. Giuseppe Lorizio, docente della Pontificia Università Lateranense di Roma, che ha riflettuto con i partecipanti sulle possibilità di incidenza del messaggio cristiano sull'uomo nella cultura antropologica che dai nuovi media si genera e di cui si nutre. Mons. Lorizio ha poi ricordato come "la Chiesa italiana è all'avanguardia in Europa per aver dedicato a questa realtà del nostro tempo un importante documento, quale il direttorio "Comunicazione e missione"; Prof. Lorenzo Cantoni - Università della Svizzera Italiana di Lugano - ha affrontato, dalle prospettive specifiche del cosiddetto web 2.0, il rapporto fra azione e nuovi media rispetto all'insieme delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Il Segretario Generale per le Comunicazioni ha annunciato che "dall'estate prossima verrà lanciata una campagna informativa con spot televisivi e radio per sensibilizzare le famiglie sulla necessità di accompagnare i ragazzi nella scoperta delle tecnologie".

E' stata inoltre diffusa la prima ricerca su 'Parrocchie ed internet', condotta da Paolo Mancini, docente di sociologia delle comunicazioni presso l'Universita' di Perugia.  Dalla ricerca emerge che 86% delle parrocchie possiede il suo computer e il 16% ha un proprio sito web. 'Il dato piu' interessante - ha commentato Mancini - e' che nelle parrocchie italiane ci sia un notevole sviluppo di internet, nonostante l'avanzata eta' dei parroci che, nel 50% dei casi, superano i 60 anni'.