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di Maria Rosa Logozzo

Primo incontro di comunicatori a O’Higgins

ohiggins.jpgSiamo partiti in sei dall'Italia, ognuno con impegni diversi a Buenos Aires, ma con un appuntamento comune per il 4 ottobre a O’Higgins, una località a 3 ore da Buenos Aires, nella pampa, la sterminata fertile pianura argentina.

Era un appuntamento che attendevamo da lungo tempo e pareva incredibile che si potesse realizzare: incontrarci, conoscersi, con una rappresentanza di quanti in Argentina condividono le finalità di NetOne. Sono arrivati anche dall'Uruguay. In 50 circa abbiamo lavorato sodo per due giorni.

La nostra esperienza di comunicazione europea è stata messa a confronto con quella dell’America Latina, e ciò ha prodotto un incontro tra teoria e applicazioni di grande ricchezza.

Per fare un esempio, uno specifico valore del processo di comunicazione nei Paesi latinoamericani è lo sviluppo di una comunicazione comunitaria – così loro stessi la definiscono – e di una educomunicazione. Dall’esperienza di colonizzazione che queste terre hanno subito, che le ha segnate con profonde ferite, che ha creato situazioni di povertà e povertà estrema, è fiorito pian piano tutto uno sviluppo politico sociale, uno sviluppo che ha trovato un supporto nei mezzi di comunicazione, con una logica diversa dalla comunicazione di massa, una logica di mezzi di promozione delle comunità.

Fino ad oggi strumenti principe di questo processo sono le radio locali, molto vicine alle reali situazioni della gente, che trattano di educazione, alimentazione, tematiche legate in genere alla sussistenza. La gestione delle radio è collettiva, spesso sono gli stessi destinatari a divenire produttori di informazione. Sono media piccoli, ma operano una comunicazione di qualità.

Ci sono radio che si associano, come il Foro Argentino de Radios Comunitarias, ed oggi, grazie a Internet, i loro programmi possono avere una più vasta diffusione e influire maggiormente sul contesto sociale.

Un dato positivo che gli amici argentini mettevano in luce è che piano piano la connotazione controculturale e alternativa che questa informazione aveva al suo nascere sta mutando forma, sta divenendo più collaborativa, aperta a lavorare insieme ad altre organizzazioni della società civile.

La situazione dei professionisti della comunicazione in Argentina non è rosea. Anche lì c’è da soggiacere alle scelte politiche o economiche dei proprietari delle testate, e ci sono paghe insufficienti per cui molti lavorano per la carta stampata e per la radio, o per la carta stampata e la TV… per più mezzi insieme in modo da arrivare a mantenersi.

Più che le relazioni - tenute sia da studiosi argentini che da noi giunti dall'Italia - sono stati gli scambi a cuore aperto, numerosi, come un fiume inarrestabile, a creare un ambiente caldo e fraterno. Si sentiva davvero un bisogno enorme di parlarsi, di dire quello che sul posto di lavoro non si riesce quasi mai a dire, quello che si vive in solitudine.

Dopo giorni così era impossibile chiudere tutto come un bell’evento avvenuto ma che finiva lì. Ci siamo industriati a trovare come continuare, da subito. E’ nata una mailing list tra i presenti e sono 150 i messaggi scambiati in 10 giorni.

Si è deciso anche di aprire una sezione latinoamericana, in spagnolo, sul sito di NetOne. Ci stiamo lavorando, sarà online presto. 

Ecco alcune foto di quelle belle giornate