Text Size
COMUNICAZIONE, cultura, reciprocità

"Tra silenzio e parola, la luce della comunicazione"

c04-txt_zanzucchiMichele Zanzucchi
caporedattore rivista "Citta Nuova"

Queste brevi e modeste riflessioni vogliono essere uno stimolo all'apertura del dialogo tra di noi. Perché ci sembra che il dialogo debba diventare un vero e proprio metodo di ricerca nel mondo della comunicazione, come d'altronde in ogni altra scienza. Dialogo tra persone che operano in un sentore che "maneggia" cultura, e che talvolta arriva anche a crearla. Ecco, allora, il titolo di questa nostra sessione: "Comunicazione, cultura, reciprocità", dove "reciprocità" sta per dialogo compiuto e attuale.

Ma partiamo di nuovo dal titolo generale del convegno. È innegabile come un elemento di attualità (direbbero i giornalisti), di stimolo (direbbero gli accademici) o di rottura (direbbero i cineasti) del nostro titolo stia nell'avere inserito un terzo elemento, la luce, nel binomio più classico silenzio-parola. Un elemento di attualità, perché ci obbliga ad affrontare i grandi malesseri della comunicazione e le sue prodigiose potenzialità. Da una parte, infatti, i princìpi della comunicazione audiovisiva abusano dei termini legati alla luce - luminoso, illuminante, irraggiante... -, pensando forse che i nuovi media possano fare luce sulla vita quotidiana dell'uomo che li utilizza; ma dall'altra tale abuso, nell'ipermediatizzazione che avvolge l'uomo con rumori, suoni e parole senza fine, è sintomo della perdita di significato e dello smarrimento della profondità umana. Risultato? C'è sì nuova luce in questo XXI secolo incipiente, ma anche una progressiva assenza di chiarezza, di luce appunto, nel pensiero e nella vita dell'uomo e della donna. Gli schermi sono sempre più luminosi, possono essere visti anche in pieno sole, ma ci si dimentica della vera luce, quella solare.