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informazione

Panel 2 - Media, società locale e globale. Dialogo (im)possibile

c04-txt_klann-2Thomas Klann
fotografo e operatore video NetOne, Germania


Comunicare con l'immagine: alcune riflessioni

Interessarci per primi all'altro. Base fondamentale per il nostro lavoro, dobbiamo "uscire" da noi stessi per incontrare il nostro interlocutore, l'altro è "coessenziale" ad ogni comunicazione. L'intervista? fotografia? Dobbiamo per forza interessarci a lui, alle sue qualità, ai suoi problemi, ai suoi desideri

Ci sono mille motivi che mi spingono a fare questo sforzo. Primo perché mi pagano, l'altro ha bisogno di me per fare la sua politica per i suoi interessi personali; o semplicemente perché mi interessa, provo una curiosità intellettuale per lui e le sue cose.

Posso però interessarmi all'altro anche per un altro motivo, più nobile forse, che spesso si somma ad altri motivi: "per amore".

Disegnare con la luce

Come fotografo, cosa porto a casa di lui? Quale immagine? Un'immagine distorta, o favorevole, simpatica, antipatica, vera o falsa. Questo dipende unicamente da me , dall'atteggiamento che assumo nei confronti dell'oggetto che fotografo, sia esso una persona, una situazione, una cosa.

IL'risultato dell'immagine che s'imprime sulla mia pellicola o sulla memoria della mia macchina digitale dipende unicamente da come il soggetto è stato. illuminato .

La parola "fotografia", Etimologicamente significa "disegno di luce", oppure "disegnare con la luce". Il protagonista della fotografia è allora proprio la luce?

Se si guardano delle immagini di astronauti nello spazio, si noterà che attorno ad essi c'è solo il buio, il nero, nonostante il sole brilli nello spazio. In effetti la luce non la vediamo nello spazio unicamente perché non ha nulla su cui riflettersi. Ma appena essa trova un oggetto, avviene il gran miracolo della visibilità. Perché la luce, quella bianca, contiene in sé qualsiasi colore, ed è cosi in grado di rendere visibile qualsiasi cosa, di qualsiasi forma o colore.

Questo però è vero in parte, perché l'oggetto riflette solo una parte della luce. Quella che resta viene in effetti assorbita dall'oggetto stesso. Così, se io vedo la superficie verde di un prato alpino, ciò vuole dire che tale superficie assorbe tutti gli altri colori, mentre riflette solo il verde. Ed è questo assorbimento della luce che dà vita alle cose. Scrive il filosofo Zolla: «Vivere è assorbire luce».