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informazione

Panel 2 - Media, società locale e globale. Dialogo (im)possibile

c04-txt_labate Patrizia Labate
giornalista "Calabria Sera"


Sono giornalista da circa sei anni (gavetta compresa) ed in questa breve esperienza sono quasi sorpresa nel riscontrare quanto il dialogo in questa professione non solo fa scaturire dei risultati impensati e creativi ma anche come esso inneschi una sorta di circolo virtuoso dai risvolti imprevedibili.

L'anno scorso per esempio comunicando a Paolo Lòriga una notizia di Reggio Calabria che interessava la rivista Cittànuova è venuto fuori una sorta di gemellaggio tra la diocesi della mia città e il ministro dell'educazione della Colombia. A Reggio era stato sperimentato, a livello di forze dell'ordine e di diocesi reggina, un nuovo metodo per diffondere la cultura della legalità tra i ragazzi ed i bambini. In pratica ci si serviva di supporti multimediali per influire sull'educazione ad una cittadinanza attiva. Cittanuova nell'edizione colombiana ha riportato questa esperienza ed è stato così che il ministro per l'educazione di quel Paese ha invitato ad un forum nazionale sull'educazione alla cittadinanza il responsabile dell'ufficio di pastorale giovanile che si è recato in Colombia proprio in questi giorni per offrire l'esperienza di Reggio. Insomma ho potuto constatare come una notizia da locale è diventata globale.

Ho poi riscontrato quanto questo metodo del dialogo mi sia stato utile nello scrivere il libro che ho pubblicato di recente e relativo al sindaco della città di Reggio Calabria: Italo Falcomatà.

E' stato un Primo cittadino particolare. Nel 2001 era stato infatti eletto per la terza volta sindaco quando, trascorsi neanche due mesi, gli fu riscontrata una forma grave di leucemia che lo stroncò, nel giro di sei mesi, a 58 anni. I sindaci che lo avevano preceduto erano stati coinvolti in gravi vicende giudiziarie e quando lui iniziò a governare, la città era soffocata dalla malavita, in una grave situazione di abbandono e trascuratezza, al punto che i cittadini avevano perso anche il senso di appartenenza alla città, come se non si identificassero più in essa.

Falcomatà ebbe modo di governare per otto anni consecutivi, Reggio in quegli anni è stata un cantiere aperto e grazie all'amore e alla passione che il sindaco ha avuto per la città, anche i cittadini hanno riscoperto l'orgoglio di appartenenza che significa in altre parole averne cura, rispetto, amarla.