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Per l'e-participation la tecnologia non basta

di Maria Rosa Logozzo

sestofiorentino La Regione Toscana è da sempre sensibile e attenta al ruolo che le tecnologie giocano oggi. Per cercare di ridurre il digital divide interno ha dotato il suo territorio di punti di accesso assistito ai servizi (PAAS), degli internet point, gratuiti, presenziati da personale, comunale o di associazioni collegate, che ne insegna l'uso.

A Intermediando, il 19 giugno 2007, è intervenuto uno dei comuni della regione, Sesto Fiorentino, insieme ad un'azienda, la Team Informatica, portando testimonianze concrete su un progetto di e-participation in corso: una strada in salita, come accade dovunque in casi analoghi.

NetOne li ringrazia molto per la disponibilità ad intervenire e l'accuratezza delle loro relazioni.

Paolo Campigli,  responsabile dei servizi informativi del Comune di Sesto Fiorentino e Luisa Sarri, responsabile dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico e dei Servizi Demografici, non hanno nascosto le difficoltà in cui si sono trovati nel mettere in opera un sistema informatico di e-participation, né le inevitabili revisioni in cui sono incorsi a cammino intrapreso: un'esperienza che può servire ad altri.

La tecnologia non sempre aiuta - così si è espresso Campigli -, molto spesso quando c'è un problema comunicativo, di servizio, nei confronti dei cittadini, si vede la risposta nell'informatica, in un applicativo (...) e ci si scorda che è necessario avere prima un'analisi organizzativa, che vada a tagliare e a rivedere i processi .

Tra i tipi di ostacoli dovuti a una cattiva comunicazione ha ricordato: la cultura dell'adempimento più che del servizio al cittadino; la mancanza di ‘ascolto' e di risposte (è meglio dare una risposta negativa che non darne) fuori dal periodo elettorale; le carenze di accessibilità dei siti Internet a persone con disabilità di vario tipo; i siti fatti con una mentalità ‘da funzionario' che già conosce la realtà comunale(i cittadini vi si perdono) e in stretto gergo ‘burocratese'.

L'adozione di soluzioni tecnologiche crea nei cittadini delle aspettative talvolta eccessive, a cui l'amministrazione non ha la capacità di dar riscontro, anche per la carenza di risorse che oggi è comune a molti Enti pubblici.

Le amministrazioni dovrebbero anche riuscire a passare dal ‘loro' al ‘noi' nei riguardi dei cittadini che a loro si rivolgono, ad assumere un atteggiamento proattivo e non reattivo: i cittadini non sono problemi ma risorse per l'obiettivo condiviso di crescita della qualità del vivere urbano.

E' stata Luisa Sarri a mostrare i dettagli delle soluzioni informatiche adottate dagli URP di Sesto Fiorentino - rigorosamente open source e fatti in collaborazione col comune di Calenzano - e le valutazioni censite dopo il primo periodo d'utilizzo. Dai riscontri avuti si è visto necessario far acquistare alle amministrazioni maggiore consapevolezza dello strumento che stavano usando.

Il Comune è ora sul punto di implementare il sistema Polis . Alessandro Agostini di Team Informatica, ditta creatrice di Polis, ha illustrato come il progetto, già funzionante altrove, possa contribuire ad un accrescimento della sicurezza dei cittadini, evitando il formarsi di aree problematiche interne (per criminalità o semplici incivilities ) capaci di disgregare il senso dello stare insieme.

E' di rilievo che il progetto parta e si sviluppi dal basso, da una rete informale tra Enti e tra Enti e cittadini, tutti possibili protagonisti e controllori attenti della vita cittadina.

 

pdf Slide di Paolo Campigli e Luisa Sarri

pdf Slide di Alessandro Agostini