Text Size

di Nedo Pozzi

Anteprima italiana di "To die in Jerusalem"

Hillari_28022008.jpgAlla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, serata di gala il 28 febbraio per la "prima" italiana di "To die in Jerusalem" lo straordinario docu-film della giovane regista israeliana Hilla Medalia .

All'evento , organizzato da NetOne, con la collaborazione di Angelus Student Film Festival di Hollywood, Priddy Brothers Production (Usa), Peter Glenville Foundation (Usa), hanno partecipato circa 200 persone del mondo del cinema, della comunicazione e delle istituzioni.

Di notevole interesse il dialogo successivo alla proiezione, durante il quale Hilla ha risposto per oltre un'ora ad un fuoco di fila di domande sulla sua lusinghiera esperienza di regia e sulle motivazioni profonde che l'hanno guidata nel percorrere i meandri della disperazione, dell'odio e dell'impotenza vissute da due famiglie divise dal "muro" ma legate da una tragica fatalità.

"Riuscirà il cinema dove rischia di fallire l'informazione?" c'era scritto sulla locandina stampata da NetOne. In effetti, decenni di informazione giornalistica, frettolosa, sensazionalistica e quasi sempre schierata, non hanno saputo darci la sensazione di finalmente "conoscere" l'abisso di dolore su cui galleggia la questione palestinese, come le crude e disadorne sequenze di Hilla Medalia.

Una bella lezione per i tanti giovani comunicatori che gremivano le due sale della Casa del Cinema