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di Fernando Muraca

Budget per il film su Duns Scoto

FernandoMuraca_1(il testo che segue è la trascrizione dell'intervento tenuto al Seminario 'Prove di Dialogo' il 10 giugno 2010. Il video è in fondo al testo)

Ho conosciuto Chiara Lubich quando ero ragazzino, le ho creduto, le sono andato dietro nel provare a costruire il mondo unito fin da quando avevo 13 anni. 

Non è sempre facile. soprattutto quando si entra nel mondo del lavoro e delle attività professionali, specie attività professionali come sono le nostre, dove contano molto i gruppi di potere che sostengono i professionisti. In Italia contano tantissimo. Per riuscire a realizzare un film, per diventare un archormen, un giornalista … spesso, non sempre ma spesso, occorre essere legati a gruppi di potere definiti, altrimenti la carriera va molto a rilento o non c’è proprio. 

Chiara Lubich ci aveva detto: non vi preoccupate per la carriera, occupatevi di costruire questo mondo unito vedrete che… Nell’esperienza che ho fatto ho sperimentato che questa promessa era vera.

Pensate, in Italia si fanno per il cinema una sessantina di film all’anno, più o meno. Vuol dire che riesce ad accedere a questa professione lo 0,000001 della popolazione italiana.

Quando ho fatto il mio primo film per il cinema l'ho pensata questa cosa qui: come è potuto accadere che, senza occuparmi della mia carriera, occupandomi di costruire questa realtà del mondo unito, io ho avuto accesso a questa professione? Perché si creano delle condizioni penso particolarissime per un uomo o una donna che si cimenta in una realtà positiva, ci sono dei momenti in cui quello che hai seminato nei rapporti, nella tua attività professionale, trova un varco in questo mondo che funziona in un altro modo, in un modo che non ci piace - ed è il motivo per cui siamo qui -, perché questo mondo come funziona non ci piace, no? 

Talvolta però ti viene una sorta di  depressione. Per esempio in questi anni, io avrò scritto otto film e non sono riuscito a realizzarne nessuno di quelli che partono proprio dalle mie idee; sono riuscito a realizzare solo quelli che mi hanno commissionato. È un dolore fortissimo per un autore. Mentre per un libro … il libro tu l’hai fatto, esiste, anche se lo mandi via internet, esiste, il film esiste solo quando è realizzato, nella sua sceneggiatura ancora non esiste. 

Recentemente ho fatto un'esperienza che mi ha fatto capire come tante volte siamo noi che non siamo pronti a ciò che deve accadere, siamo noi che manchiamo, perché in realtà cadiamo in comportamenti che sono quelli del mondo che ci circonda. Vi faccio un esempio.

Un anno fa un dirigente di un network nazionale mi ha telefonato perché questo network doveva fare un film molto importante. Mi ha detto: guarda Fernando, questo film è adatto a te, se tu vuoi io chiamo il direttore della fiction e gli dico che lo devono far fare a te come regista. Per me era una grande occasione, però questa cosa mi è suonata … non dico stonata, ma mi è suonata strana. Mi son detto: se io dico sì verrà imposto al produttore del film un regista che magari non voleva scegliere. Secondo me questo è immorale, non si può fare. Questo mi è venuto in mente forse perché in questi anni ho vissuto seguendo un certo stile di vita.

Ho chiamato la mia agente, che è una agente importante a Roma, e le ho detto: senti, chiama il produttore e chiedigli se sarebbe contento di una proposta del mio nome come regia per questo film. L’agente l’ha chiamato, mi ha richiamato e mi ha detto: no, il produttore non sarebbe contento. Ho richiamato questo dirigente del network e gli ho detto: ti ringrazio moltissimo, ma non posso accettare perché il produttore non è contento, sarebbe un sopruso, un atto di violenza. 

Un altro dirigente di questa produzione mi chiama dopo due mesi circa - non sapeva di questo movimento che c’era stato - per offrirmi il backstage di questo film, la regia del backstage. Un backstage è il 'dietro le quinte' del film.

Era un momento difficile per la mia famiglia, perché  non avevamo più soldi in banca e ho pensato subito che quella era una provvidenza, ne avevamo bisogno. Però mi bruciava perché quel film avrei potuto dirigerlo io. Andare su quel set come regista del backstage era tornare indietro rispetto a dove ero arrivato con la carriera, e mi bruciava. Mi sono sentito offeso, umiliato, però anche ferito nell’orgoglio e immediatamente ho pensato: se questa cosa mi brucia così tanto vuol dire che mi fa anche bene, perché forse mi sono un po’ montato la testa, mi fa bene sicuramente per l’umiltà. Mi sono affrettato, ho richiamato subito e ho accettato il lavoro.

Due anni prima avevo scritto un film e in quello stesso periodo mi avevano ricontattato i committenti perché volevano realizzarlo. Avevano un budget di 130.000 euro, ma non era sufficiente a fare il film, ce ne volevano 500.000. Io non sapevo come rispondere, avevo detto loro:  guardate che non sono sufficienti.

Mi succede questa cosa. Vado sul set di questo film dove dovevo fare il backstage e arrivo in una location stupenda, la location ideale per fare quell'altro film low budget, ma costava 20.000 euro a settimana questa location! Sono andato dal proprietario e gli ho detto: senti io devo realizzare un film avrei bisogno di questa location per tre settimane, però me la devi dare gratis perché non possiamo pagare.  Gli ho raccontato il film, la storia gli interessava e ha detto: va bene, ve la diamo.  Sullo stesso set ho trovato il protagonista del film - faceva un piccolo ruolo nel film dove facevo il backstage -, il protagonista da bambino, il reparto costumi, trucco e parrucchieri e alcuni altri collaboratori, ho costruito il mio low budget. Praticamente, i produttori avevano 130.000 euro e io il resto - che mancava per arrivare a 500.000 -l’ho trovato in risparmi, perché tutti quelli che hanno partecipato al film - e che io avevo incontrato su quel set - sono venuti ad aiutarmi gratis, con un piccolo rimborso spese. 

Adesso siamo nella fase di post produzione, stiamo componendo le musiche.

Come dicevo all’inizio, questa esperienza mi ha fatto capire che tante volte manchiamo noi a quello che deve succedere: se io riesco ad essere coerente con lo stile di vita che mi sono scelto, con questo stile di vita che ci spinge a costruire l’unità, possono succedere cose incredibili perché, attraverso i rapporti, si coagulano nella società delle forze che noi non possiamo prevedere. 

Il film non ha ancora un titolo perché è in fase di post produzione, è la storia di un filosofo medievale molto importante, Duns Scoto.

Video_Muraca