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di Maddalena Maltese

Servizio alla verità e attenzione alla persona

MaddalenaMaltese(il testo che segue è la trascrizione dell'intervento tenuto al Seminario 'Prove di Dialogo' il 10 giugno 2010. Il video è in fondo al testo)

Preferisco raccontare dei fatti perché sono quelli con cui mi confronto ogni giorno. NetOne in tanti momenti è stata come un faro.
Premetto che per il mio lavoro - giornalismo su strada - tante volte mi son trovata a cercare di capire quale equilibrio dovrebbe esserci tra il servizio, la verità e l’attenzione alla persona … e non è sempre facile quando hai dei capi esigenti, per i quali viene prima lo scoop, arrivare per primi in agenzia stampa, avere quella notizia di rilievo, quel risalto o quel particolare che nessuno ha.

Estate scorsa, incidente dell’aereo in Spagna. Quell’aereo che brucia sulla pista di atterraggio... uno dei passeggeri era un siciliano e mi trovo con una troupe televisiva, mezz’ora dopo, davanti alla casa di questa persona, davanti a un padre di 82 anni che aveva appena saputo della morte del figlio. Facendo un giro nel paese scopriamo che il ragazzo è stimatissimo, uno di quelli che ha avuto successo, che è riuscito … e però altrettanto velocemente veniamo a sapere che lui si trovava li con un’altra persona, un altro stuart con cui aveva una relazione.

Con la giornalista con cui curiamo il servizio è proprio l’occasione di interrogarci, noi per primi siamo arrivati su questa cosa, l’abbiamo saputa;incentriamo su questo, raccontiamo questo particolare inedito della vita ed è la verità, lui era li per farsi una vacanza con questo compagno, ma a cosa serve realmente? A cosa serve agli spettatori, a cosa serve alla famiglia, a cosa serve alla città.

Scegliamo di dare la notizia ma en passan non puntando su questo, al contrario invece di un nostro collega che lo sceglie come titolo della seconda pagina del giornale. Abbiamo fatto bene, male, omesso la verità, rispettato la persona, restano sempre interrogativi aperti... E' stata una scelta che abbiamo dovuto fare in venti minuti e che poi ha guidato tutta la diretta che abbiamo seguito nei due giorni successivi.

Sempre nell'estate dell’anno scorso, sono in vacanza a Malta proprio nel periodo in cui l’Italia e Malta si contendevano questa nave di immigrati che vagava nel mediterraneo. Se ne deve occupare l’Italia? Se ne deve occupare Malta?... Io ero in vacanza, quindi ero l’unica che non me ne dovevo occupare, però ero lì davanti a questa spiaggia stupenda, questo mare... e pensavo dentro di me a queste vite in balia delle onde.
Non ho resistito, ho telefonato ad uno dei giornali per cui lavoravo, ho detto: posso fare un servizio in diretta? Dal territorio maltese. Mi dicono no, gli immigrati in estate disturbano le vacanze quindi...  quando muoiono, quando approdano forse diamo così … 10 righe. Per me è stato molto forte, perché per me erano vite.
Non pagata e in vacanza ho deciso lo stesso di fare un reportage sui centri di accoglienza a Malta, sul tipo di legislazione che vige nel paese, proprio per andare in profondità e capire.

Mi urgeva dentro una cosa. La Lubich a un convegno di network ci aveva detto che bisognava entrare in quelli che sono i dolori, le piaghe, non nasconderli e cercare di trovare dei punti luminosi anche in tragedie come questa. Alla fine mentre alcuni di questi immigrati morivano, alcuni sono arrivati a Malta, sono stati accolti lì e ho avuto modo anche di incontrare tante storie, tante storie anche molto forti. Mi raccontavano cosa succedeva dall’altra parte del Mediterraneo, cosa succede in Libia, quando noi pensiamo che non ci siano più problemi, che tanto è risolto, tanto abbiamo preso degli accordi internazionali e in realtà ci sono dei lager... donne violate,  persone picchiate... insomma è stata proprio un’esperienza forte, che però non mi faceva guadagnare le pagine perché ero in vacanza, perché gli immigrati non fanno notizia.

La sfida è stato proporla al settimanale del Centro Studi Pio La Torre, un settimanale che si occupa appunto di immigrazione, illegalità ecc… Mi hanno detto: cinque pagine, immediatamente mandaci tutto. A cosa è servito questo? Sicuramente ad avere una prospettiva ampia del problema, sicuramente a dare spazio a storie di cui nessuno avrebbe parlato, in estate quando nessuno di noi vuole essere disturbato e fa le vacanze.

Un’altra cosa a proposito sempre di NetOne, cosa vuol dire essere rete.

Una giornalista ha realizzato un servizio per cui ha ricevuto varie minacce da alcuni amministratori locali perché aveva anche denunciato delle situazioni difficili, di appropriazioni di denaro, di uso degli uffici pubblici per gli affari privati. Cosa ha comportato questo per noi giornalisti di NetOne? Telefonate serali, collettive, lettere, scelta anche di una posizione, sostegno e anche aiuto sotterraneo per una indagine, per un’altra e però anche la forza di andare avanti in terre come le nostre - io non so se ho detto che ho lavorato a Palermo fino a due mesi fa per sette anni - dove è importante questo servizio alla verità e dove tante volte si rischia anche in prima persona.

Forse sono tanti input... ma solo per dirvi come è importante il tenersi collegati, perché poi è toccato a me ricevere questo sostegno quando mi sono trovata tra le mani delle carte con cifre a sei zeri di utilizzo di fondi pubblici per consulenze non previste e non votate dal consiglio comunale e non volute. Anche lì servizio alla verità e attenzione alla persona, ma soprattutto un servizio alla verità che è anche verità per la gente con cui ogni giorno mi trovo a condividere le strade, i problemi e le difficoltà.

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