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di Mariele Previdi

Costruire ponti tra aziende e informazione

MarielePrevidi(il testo che segue è la trascrizione della traduzione simultanea italiana relativa all'intervento al Seminario 'Prove di Dialogo' del 10 giugno 2010 in lingua portoghese. In fondo ad esso ci sono: Il video in lingua originale e il video con la traduzione italiana)

Paolo Loriga: Ci stiamo accorgendo da questa riflessione come è proprio vero che il sistema dell’informazione è il sistema nervoso del pianeta e ci sono tutti questi nodi per cui si prende un nodo e lo si solleva leggermente c’è tutta una serie di fattori e di ambiti di conseguenze che entrano a far parte della nostra riflessione ed è per questo che mi piace introdurre Mariele Previdi. Con lei torniamo in Sud America e specificatamente in Brasile.
E' una giornalista ed insegna giornalismo,  è  ancor giovane ma già esperta nel mondo della comunicazione, dell’informazione in particolare. In questo periodo, sta facendo in pratica la funzione di ponte tra le aziende e i mezzi di comunicazione.

E quindi capite... ci sono interessi molto divergenti tra di loro o - ahimè - potrebbero andare strettamente a braccetto mettendo però in difficoltà i destinatari finali della comunicazione,  i cittadini e in questo caso  i consumatori. Allora qual è l’esperienza in corso e cosa caratterizza il lavoro che sta facendo adesso?

Mariele Previdi: Il lavoro che faccio in Brasile, si chiama consulenza aziendale, ci sono altre espressioni ufficio stampa ecc … Sono giornalista, ho lavorato in gruppi di comunicazione in un grande giornale, quindi ho avuto la possibilità di sperimentare le principali difficoltà che i giornalisti incontrano. Ci sono tempi molto stretti: un giornalista deve scrivere su cinque argomenti nello stesso giorno, argomenti diversi; non riesce quindi ad approfondire i vari temi. Deve, per esempio,  intervistare una persona ma non riesce a prepararsi nel modo adeguato all’intervista. Gli imprenditori dicono che i giornalisti sono molto impazienti, che spaventano le persone ecc … Conoscendo il funzionamento e le principali difficoltà di questi rapporti, ho cercato, con la mia squadra, di diminuire la distanza che esiste tra l’azienda che ha le informazioni da fornire, il mezzo di comunicazione che viene poi consultato dai mezzi di comunicazione, e chi – dall'altra parte - ha bisogno di queste fonti di informazioni  e avendo tempi stretti, abbisogna di formati adeguati.

Quindi bisogna fare questo lavoro di consigliare, di spiegare come funziona la cosa e quindi, al di là dell’aspetto tecnico, c’è un discorso di rapporti tra le persone perché ognuno ha i propri interessi, ognuno ha le proprie caratteristiche, ha le proprie difficoltà di ogni giorno. E' un esercizio costante per stabilire un dialogo e aiutare nella costruzione di questi rapporti, perché si tratta di riconoscere che l’azienda o l’istituzione o l’organizzazione ha bisogno della stampa e la stampa a sua volta ha bisogno di queste aziende, di questi imprenditori che danno le informazioni.
E' un lavoro piuttosto interessante perché abbiamo l’opportunità di formare le persone che sono i portavoce delle aziende o persone che danno interviste in situazioni difficili, in momenti di crisi delle imprese. C’è una tendenza da parte delle aziende di chiudersi per esempio dicendo: voglio pagare delle persone per fare in modo che non si arrivi ad avere un contatto con le aziende. Invece ci vuole la trasparenza, bisogna dare soddisfazione alla società e allora dire le cose che bisogna sapere, fare questo in modo meno conflittuale e questo è interessante perché permette di costruire un rapporto autentico.

Molte volte ci sono dei giornalisti che mi telefonano disperati dicendo: tra mezz’ora chiudo il giornale, ho bisogno che il presidente mi spieghi certe cose, il suo ordine del giorno è strettissimo e lui non ha tempo per me ecc … quando c’è una situazione di questo tipo, di tempi molto stretti,  allora cerchiamo di facilitare la vita del giornalista. Io sono già stata al suo posto varie volte. Questa cosa di mettermi al posto dell’altro e di trattare l’altro come vorrebbe essere trattato da me, come se io fossi in quella situazione, come se avessi bisogno di quella informazione… dall’altra parte anche c’è un imprenditore o un’istituzione che ha un progetto interessante, ha una notizia, allora in quel caso io posso aiutarlo a capire quale notizia, qual è l’aspetto della pubblicità da dare e quindi individuare che cosa è di interesse pubblico. Io sono stata dall’altra parte della barricata e capisco quale tipo di informazione è interessante, e quindi far capire che per l’imprenditore è importante dare pubblicità ad un certo soggetto sociale ecc … Questo è un esercizio interessante, è un apprendimento costante, un tirocinio costante e si capisce che in effetti l’essere umano è al centro di tutto.

Ci sono le imprese che cercano il profitto, ci sono i mezzi di comunicazione che hanno bisogno di vendere, hanno bisogno di svolgere queste urgenze, ma ci sono le persone in mezzo che lavorano in queste aziende e tutta questa comunicazione. Chi fa comunicazione e chi ha l’informazione sono persone e dall’altra parte c’è chi le riceve.

Poi c’è questo lavoro che ho fatto che riguarda le comunicazioni interne alle imprese, ad esempio aziende con 500 dipendenti. Allora cerchiamo di creare dei canali di comunicazione con delle newsletter interne, con le bacheche. Questo è un altro sforzo che cerco di fare: dare voce ai dipendenti, non soltanto ai capi, ai quadri (comunicazioni dall’alto in basso), dare voce anche a queste persone, cercare di scoprire in un’intervista gli aspetti della vita umana, come posso contribuire a facilitare il rapporto loro con gli altri dipendenti o con i dirigenti. È interessante perché io vedo che anche in questo lavoro di giornalismo aziendale, con queste specializzazioni in economia, è difficile ma possibile, tramite la comunicazione con il giornalismo, costruire ponti di dialogo, mirando al bene pubblico in un certo senso, il bene della popolazione.

Paolo Loriga: Sono interessato a sapere una cosa: è capitato nel tuo lavoro che questi diversi soggetti nel lavorare insieme, facendo tu da ponte, scoprano che è molto più proficuo collaborare, trovare la sensibilità dell’altro per rendere più efficace il lavoro finale …

Mariele Previdi: E' interessante perché si tratta di risvegliare, sia in chi lavora nel mezzo di comunicazione, per esempio un capo redattore che ha bisogno di chiudere il giornale, che in chi fa la notizia, l’imprenditore … diciamo … il rispettare le esigenze dell’uno che ha bisogno dell’altro, quindi capire le difficoltà dell’altro per il bene comune, perché qualche volta gli interessi sembrano conflittuali … Esistono interessi conflittuali, ma bisogna lavorare su questo, bisogna aiutare a individuare quello che ognuno ha di buono. Molte volte ho lavorato con redattori  che sono preoccupati oppure in situazioni … Per esempio, c’è un mio cliente che ha un’industria agro-chimica. C'è un tema molto difficile che riguarda il problema delle contaminazioni ed è un tema spinoso. Quindi si tratta di dare una formazione ai giornalisti del telegiornale, affinchè loro capiscano come funziona l’azienda. In una riunione di direttori bisogna illustrare come bisogna far arrivare l'informazione al pubblico, far capire come funziona una redazione. Spiegare che in un telegiornale c’è bisogno di immagini, spiegare che c’è bisogno di un’intervista e che un’intervista non può essere lunga. Che in una radio il modo di comunicare è basato sulla voce, quindi c’è bisogno di fare tutto un lavoro. E' interessante vedere che cosa dicono gli imprenditori quando conoscono l'altro lato. Dicono: ma io non sapevo quante difficoltà deve affrontare il giornalista, io ho giudicato male il giornalista perché ho sempre pensato … molti dicono: ah la stampa è un male necessario, perché non conoscono. Quindi aiutare a demistificare da tutti e due i lati e alla fine nasce un rapporto positivo perché il giornalista che fa parte di una redazione capisce che può contare su di voi per risolvere una questione di un tempo troppo stretto e, per esempio, se c’è questa esigenza di divulgare, anch’io posso parlare con il cliente e dire, devo fare un articolo su questo e quest’altro, un servizio su questo e quest’altro, potete darmi un contributo, potete contribuire in qualche modo a questo servizio che devo preparare?
Quindi finisce per essere una cosa che dà benefici a una parte e all’altra.

Video in portoghese, preceduto da una introduzione di Paolo Loriga in italiano:

Video_Previdi

 

Video con traduzione italiana

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