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ICT & new media

di Maria Teresa Sala e Carlo Montaguti

Tecnologia a servizio della persona e della società

Man_AulaCifIn Europa siamo abituati a pensare all’Africa in modo stereotipato: o i leoni o i rifugiati.
Invece in Costa d’Avorio e in particolare nella regione di Man dove operiamo, c'è una società che sta tentando di crescere, che studia e si specializza, che cerca di produrre. Tutto questo nonostante le trappole della corruzione e della guerra ne ostacolino lo sviluppo.

La regione di Man, chiamata anche “Regione delle 18 montagne”, é situata nella parte ovest della Costa d’Avorio, non lontana dalla Guinea e dalla Liberia. In crisi dal 2002, è prostrata da una grande povertà sia materiale che umana, con mancanza di strutture per uno sviluppo ordinato. Man è a circa 600 km da Abidjan, capitale economica della nazione.

E’ in questo contesto sociale che si  trova la “Mariapoli Victoria”, Cittadella del Movimento dei Focolari per l'Africa dell'Ovest. Vi sono stati ospitati oltre 3000 rifugiati nei momenti caldi della guerra; oltre 100.000 pazienti sono stati curati nel suo “Centro medico-sociale”; si operato con successo in città e nei villaggi per ridurre la malnutrizione infantile; e dopo tutto ciò si è pensato di avviare un progetto tecnologico, come possibile ausilio alla crescita e allo sviluppo.

 

La riduzione del “digital divide” - irrinunciabile per gli obiettivi di sviluppo del millennio - qui sembrava lontana anni luce: cavi del telefono rubati, tv oscurate, biblioteche distrutte. Portare l’Internet veloce a Man era utopico.

Dopo una gestazione di ben quattro anni, il progetto è partito nel maggio 2009 con l’istallazione di una antenna satellitare:  l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) aveva scelto il progetto di Man come sperimentazione nel quadro del programma CBICT “Capacity building through ICT: The Satcom element”.

Due le entità coinvolte nel programma: la Cittadella dei Focolari e l’Ospedale Regionale di Man. Nei due centri si sono realizzate delle sale informatizzate: alla Cittadella Victoria, il CIF (Centro Informatico Focolari)  dal motto “l’informatica a servizio della fraternità”; all’interno dell’ospedale di Man, una biblioteca fatta di libri cartacei e di risorse condivise in rete, gestita dalla associazione ACIM (Associazione Culturale Informatica Medica).

Il CIF vuole fare formazione: per accompagnare i giovani nei loro studi, offrendo loro la possibilità di consultare materiali e fare ricerche in rete (vista la mancanza di biblioteche); e per aiutare gli adulti ad acquisire quella conoscenza informatica necessaria a trovare lavoro.

L’associazione ACIM - collocata all’interno dell’ospedale - ha come attività principale il promuovere lo sviluppo delle scienze mediche, dell’informatica, della cultura e dell’arte ivoriana, nella città di Man e in tutta la regione.

Questa nuova tecnologia, forse ardita, non è l’ennesimo piatto di minestra che vogliamo offrire, ma una possibilità di crescita e di sviluppo alla popolazione. Ora a Man chi ha bisogno di navigare, mandare una mail, cercare informazioni, comunicare x chat o voce con persone in altri paesi viene al CIF o all’ospedale (ACIM).
Certo, altri in città  hanno internet (agenzie ONU e grosse ONG) ma lo usano per la loro attività e non lo mettono a disposizione della gente.

Ci si può chiedere: che cosa ha portato concretamente alla città di Man e alla Regione, il collegamento internet?
E’ stato uno strumento per uscire dall’isolamento (la stampa non arrivava a Man). Ha dato la possibilità non solo a singoli cittadini, ma anche a professionisti, a giornalisti, di scrivere e inviare articoli. Anche molte ONG nazionali e internazionali usufruiscono di questa connessione per inviare rapporti e ricerche di informazioni.

Lo Stato sta informatizzando alcuni servizi: concorsi, esami, liste elettorali. Diventa necessario l’accesso a questi siti per effettuare iscrizioni, verificare risultati, ecc. Sia a Man che nei villaggi intorno, le persone hanno potuto, con l’aiuto del personale presente al CIF e  ad ACIM, essere aiutati a fare queste ricerche. Circa 2000 persone hanno avuto la gioia di ottenere dai nostri computer il prezioso certificato pre-elettorale stampato con la loro foto.

Tante persone, in particolari adulti, hanno imparato a utilizzare un computer, hanno acquisito una preparazione più adeguata alla loro professione, agli impegni e agli studi.
Al CIF si sono tenuti corsi di iniziazione ad internet, moduli di Word, Excel, Power Point, montaggio video. Sono stati frequentati da circa 200 persone che, grazie a questa formazione, si sono potute inserire nel campo professionale.

 Oltre ai corsi di formazione, i due centri fungono anche da Cyber-café (internet point), essendo i soli ambienti per la connessione a banda larga. Il numero dei frequentatori è molto elevato, in particolare nella fascia giovanile 20-30 anni, ma non solo. La percentuale delle ragazze e donne che frequentano sia i corsi che la navigazione raggiunge il 25%, nel contesto sociale della città di Man questo è un dato molto positivo.

La connessione aiuta i giovani a proseguire i loro studi attraverso la ricerca di programmi, elaborazione e preparazione di tesi; qualcuno rinuncia a trasferirsi ad Abidjan perché può ora seguire un corso a distanza via internet.

Un'altra importante applicazione delle tecnologie è data dalle videoconferenze su temi di medicina fatte collegando sedi universitarie e ospedali di diversi paesi africani ed europei. Sono veri seminari di studio e confronto su vari temi (aids, igiene, la ricerca di informazioni sanitarie in rete ecc. ) che istruiscono e stimolano gli operatori sanitari nel tentativo di far crescere il livello culturale e la qualità delle cure. Altre videoconferenze mirano a dare un'informazione sanitaria di base alla popolazione.

Anche il Centro Medico-sociale che opera nella cittadella usufruisce di internet per ricerche e aggiornamenti. Una prima applicazione di telemedicina è stato  l’elettrocardiogramma con refertazione a distanza, uno strumento indispensabile se si pensa che la più vicina cardiologia é a 600 km.

La sperimentazione di questo progetto da parte dell’Agenzia Spaziale Europea si è conclusa positivamente a fine marzo 2011, lasciandoci come attivo le installazioni, le 2 sale informatiche coi pc, la parabola con le attrezzature per portare internet nei diversi punti della cittadella e dell'ospedale (che dista 3 km dalla cittadella).

Ma ora che ESA é uscita di scena, la gratuità della connessione é venuta meno.
Ci é sembrato importante pero'continuare a offrire questo servizio, da molti ormai considerato irrinunciabile per la crescita e lo sviluppo della Regione. E' un rischio perché la connessione satellitare è ora a pagamento, con un provider inglese, e  i prezzi per l'Africa sono elevati: oltre 1200 dollari/mese quando in Europa ne basterebbero solo 300.

Pur essendo le due sale informatiche realtà non lucrative, dobbiamo chiedere un piccolo contributo per la navigazione e per i corsi a chi frequenta i due Centri. Questo ci aiuta a sostenere le spese di connessione, del personale e della manutenzione (sapeste com'é difficile qui reperire i pezzi di ricambio!).

L’esperienza ha dimostrato l’importanza di questa tecnologia per aprire possibilità di sviluppo in questa Regione fortemente toccata dalla guerra.
Insegnanti e funzionari ci richiedono la formazione informatica, dicendoci che “se prima era necessario saper leggere e scrivere, ora per ottenere e mantenere un posto di lavoro, occorre conoscere questo strumento informatico”.

Per far fronte al costo elevato della connessione satellitare abbiamo lanciato un nuovo progetto in collaborazione con AMU, e facciamo calcolo sull'aiuto di chi voglia aiutare questa Regione a risollevarsi dalla crisi della guerra.