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ICT & new media

di Elena Coppola

Conferenza globale via web contro la censura di Internet

podcastcensuraAmnesty International ed il giornale The Observer organizzano un evento interattivo e globale online: una conferenza via web sulla libertà di espressione nel mondo su Internet. L'appuntamento è per mercoledì 6 giugno alle 19.30 (ora italiana) all'indirizzo www.amnesty.org.uk/webcast. Si discuterà della lotta contro le censure online, delle restrizioni applicate da alcuni governi all'uso della rete e si celebrerà il desiderio condiviso di una effettiva libertà di espressione a livello globale.

Si avverte la necessità di fare sentire un coro di voci da tutto il mondo attivo e contrario ai controlli sull'uso di Internet. Uno studio pubblicato la scorsa settimana a cura dell'OpenNet Iniziative (ONI), frutto della collaborazione delle università di Cambridge, Oxford, Harvard e Toronto, ha mostrato, infatti, un incremento nel numero di Stati che filtrano contenuti e siti online, primi tra tutti la Cina, l'Iran e l'Arabia Saudita. Le principali ragioni per cui i governi limitano l'uso di Internet ai propri cittadini sono di carattere politico, sociale o di pubblica sicurezza. Si passa dal rendere non accessibile le pagine dei partiti di opposizione all'oscurare siti pornografici e bloccare i contenuti online di gruppi estremisti.

I risultati dello studio verranno presentati nel corso dell'evento online del 6 giugno, come punto di partenza per un dibattito moderato da Clark Boyd, giornalista per la BBC. Sono previsti, tra gli altri, anche gli interventi di Martha Lane Fox di lastminute.com, Ron Deibert di OpenNet Iniziative, Kevin Anderson del The Guardian e i due cyber-dissidenti Sami Ben Garbia, tunisino, e Josh Wolf, statunitense.

Il web verrà utilizzato per mettere in contatto attivisti della libertà di espressione provenienti da tutto il mondo, ogni utente potrà contribuire seguendo il dibattito in tempo reale, ponendo domande e scrivendo commenti.

(da Agenda del Giornalista INFORMA, del 24/5/2007)

 Articolo di  Patrizia Cortellessa sullo Studio di OpenNet initiative