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ICT & new media

di Riccardo Poggi

free-burma In questi giorni sulla rete internet si sta parlando tantissimo della crisi in Birmania, delle violenze, deportazioni e privazioni che quel popolo sta subendo.
La rete - nonostante le restrizioni imposte dalla giunta militare - riesce a far filtrare molte notizie, foto, video, che i blog rilanciano, commentano e traducono in varie lingue.
Per esempio, Burmanews è un sito che raccoglie e traduce in inglese notizie provenienti dalla Birmania, pubblicandole sotto forma di brevissimi dispacci.

Come seguire  le tante notizie senza disperdersi? Con altri due blogger, Dario e Gigi, abbiamo creato una pagina-raccoglitore di foto, video, notizie sulla Birmania, prelevate in automatico da diverse fonti: http://www.pageflakes.com/freeburma

Nella "box"  "Notizie dalla Birmania" trovate molte notizie tradotte in italiano e provenienti dal sito Burmanews di cui ho parlato sopra.

In questa situazione gli organi di informazione ufficiale hanno all'incirca le stesse risorse informative dei blog, ma non hanno la stessa immediatezza e capillarità. La notizia, che sulla radio e TV può passare come seconda o terza, sui blog che si sono impegnati a parlarne continua a rimanere la prima. "Stop blogging for Burma" - "Smetti di scrivere sul blog, per la Birmania" è l'azione lanciata da un blogger, Dario Salvelli, che ha avuto molte adesioni. Non si tratta di congelare il blog (c'è anche chi lo ha fatto) ma di parlare, almeno per alcuni giorni, solo della Birmania.
Tanti blog (aderendo a una proposta di Blogosfere, sito di blog professionali di informaziona) si sono "Colorati di rosso birmano", il rosso delle tonache dei monaci, cambiando lo sfondo o l'immagine di testa (header) per solidarietà, e per domani, 4 ottobre, moltissimi hanno programmato di aderire all'iniziativa "Free-Burma Day".
L'iniziativa del "Free-Burma day" è partita da Dario Salvelli e da un blogger tedesco, Robert Basic, e si è diffusa  a macchia d'olio. Consiste nel pubblicare - domani, 4 ottobre - un semplice post con la scritta "Free Burma" e un collegamento al sito  http://www.free-burma.org/.

C'è anche chi obbietta, dicendo che tutte questa azioni non servono. A mio avviso, tenere alta l'attenzione è invece fondamentale.