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ICT & new media

di Maria Rosa Logozzo

igf_4 Si è concluso il secondo giorno dell'Internet Governance Forum  di Rio de Janeiro, e sono arrivate altre notizie dai nostri amici che sono lì. 

Ieri mattina in plenaria si è parlato di Accesso. Sul sito dell'IGF c'è la trascrizione.

C'è stato anche il workshop sull'Internet Bill of Rights, avrei voluto seguirlo ma l'audio non andava né in inglese né in portoghese. A seguito di ciò, come segnala Di Corinto , Brasile e Italia hanno firmato un protocollo comune per la Carta dei Diritti di Internet.

Nel pomeriggio, visto il ritardo della plenaria sulla Diversità, ho seguito quasi per intero un workshop sulla qualità dei contenuti su Internet. Il dibattito, vivace, verteva su temi noti. Giornalismo e blog, informazione 'autorevole' e informazione in Rete (davvero netta la distinzione?), necessità di una capacità critica e selettiva nei fruitori dell'informazione odierna, informazione partecipata. Il workshop è stato un bozzetto molto rispondente del mondo della comunicazione odierna, un mondo che sta mutando, con tutte le problematiche e gli interrogativi che ciò comporta.

Ho apprezzato anche un'iniziativa di un'associazione indiana, IT for Change, che è arrivata a Rio con la proposta di creare un indirizzo apposito per i contenuti di pubblico dominio. E' sempre  Arturo Di Corinto a segnalarla : 'Icann deve riservare un Top Level Domain (TLDs) esclusivamente per i contenuti di pubblico dominio dove indviduare le informazioni pubbliche derivanti dall amministrazione degli stati, i contenuti prodotti con finanziamenti governativi, il patrimonio culturale e intellettuale e tutte le informazioni scientifiche e tecnologiche (come il database del genoma umano) incluse le conoscenze tradizionali e i contenuti generati dagli utenti per i quali i creatori non rivendicano diritti economici'

Ed ecco le notizie dai nostri amici a Rio:

eduardo Ieri è stata una giornata piena di informazioni e di punti di vista. Proprio come pensavo. Praticamente impossibile seguire tutto ciò che succede nelle 7 sale ufficiali e in più quelle straordinarie. Sono tante conferenze che ci viene la voglia di essere ad una e seguire via internet tutte le altre. Ma intanto è buono fare una cosa alla volta.

Dal primo e secondo giorno, ho preso alcuni appunti dei vari conferenzieri... - 80% del mondo NON è collegato sull'internet. - "... l'accesso permeterà alle persone di fare quello che devono fare per il bene del mondo."
- "Pensare in modo globale, non locale." - Questo penso sia una delle cose più interessanti. Tanti sono i discorsi che favoriscano l'aiuto reciproco tra le persone, tra i providers, i paesi, gruppo di paesi, ecc, per poter così svilupare azione coniugate e basando sempre più i costi con la rete.

ACCESS: i problemi di accesso sono stati motivo di tanta discussione finora. Si parla sempre di questo, ed anche si sente parlare di tanti best practices su questo. Quello che più si sente sono i problemi del continente africano, le distanze e la difficoltà di provvedere l'accesso agli ambienti rurali, i costi e il monopolio della industria di telecomunicazione (anche la mancanza di concorrenza in certi posti ed gli altissimi costi), la mancanza e gli alti costi dei servizi satellitari, il "pensare a se stesso" delle persone, ovvero l'incapacità di lavorare insieme, sviluppando strutture più grosse tra paesi, providers, ecc, riducendo così i costi d'accesso, e tante altre cose come broadband, accesso utilizando celphones...

CRITICAL RESOURCES: si capisce su questo argomento i possibili problemi che non permettono la crescita dell'internet. Questa è una delle novità del forum del Rio riguardo quello di Atene.
Finora si è parlato tantissimo su questo argomento. Alcuni appunti che ho preso:
- ogni parte del mondo patisce per problemi diversi.
- i problemi più comuni: energia elettrica, human resource (persone tecniche per lavorare ovunque c'è la rete), problemi di access e security, modelli di business non pensati bene - e che finiscano male, costi con l'acesso, mancanze di contenuto locale, cambiamento del IPv4 per l'IPv6, che ancora non è incominciato davvero, infrastruttura tecnica nel suo concetto generale.

Si è parlato anche tantissimo sull'inclusone digitale e necessità di portare l'internet ovunque. Ma poi si cade sempre nel problema che non è proprio questo il problema: in tanti paesi, i problemi sociali sono tantissimo più grossi che quello della mancanza dell'internet. Ma interessante è che non si ferma lì il discorso: si parla anche di come l'internet può aiutare a sviluppare le culture e risolvere i problemi sociale.

Altre idee che qualcuno ha accennato:
- problemi di copyright, open licenze, ecc.
- tantissimi paesi ancora non hanno accesso all'internet
- tanti paesi non hanno la libertà completa di uso della rete.
- importante che i paesi che stano arrivando adesso nella rete non hanno bisogno di fare la stessa strada degli altri: possono già arrivare alla tecnologia che c'è oggi, guadagnando tempo con quello. Quindi, non si faccia ciò che hanno già fatto - di sbagliato.
- per tanti paesi, l'internet è la fine di una problematica sociale.
- necessità di broadband ovunque.

Ecco. Questo sui primi giorni.
Ancora alcuni commenti personali...
Penso davvero che ci sono tante soluzioni già messe su e che stano risolvendo problemi locali. Ancora c'è tantissimo da fare, penso io sopratutto a noi, di NetOne, ma penso che il più importante che si può fare è a livello mondiale, creando soluzioni di condivisone tra le persone, aziende, providers e paesi. Una volta che le persone incomincino a lavorare insieme per soluzioni, penso che avremo delle belle risposte e di basso costo.

Ciao a tutti e al prossimo report.
Eduardo.

 

sue C'e un'aria di grande apertura, di multistakeholder!

Ho conosciuto tante persone da tutto il mondo, aziende private, rapresentanti di nazioni, di ONG. C'e uno scambio di opinione su quello che si sente, sulle esperienze e contributi che ciascuno porta non solo in sala nei forum, ma anche nei corridoi.

Ho imparato tantissimo e come vorrei che tante persone potessero fare parte di questo che ho ricevuto, veramente ci si sente inseriti in un modo straordinario nel mondo della società dell'informazione, dei suoi sviluppi, dei problemi da risolvere.

Stamattina la prima sezione a cui ho partecipato era su Access Coalition.

Scrivo alcuni punti in sintesi:

- Il rischio degli investimenti é pensare che tutto cambia troppo veloce.

- E'importante il controllo su internet peró minore diventa la velocitá della conessione.

- Non possiamo pensare a internet soltanto come sinonimo di tecnologia, ma anche come sinonimo di contenuto.

- Una azienda privata ha dato la sua esperienza con tanti progetti di connessione via satelite nella America Latina. Ci sono i costi per l'assistenza nei villaggi, e i costi per la formazione delle persone nel locale.

- Rapresentanti dell' India, del Benin, dell'Uganda, del Kenia, del Perú, dello Zimbabue hanno riportato le loro esperienze: la necessitá di avere energia elettrica, di avere accesso alla connessione. Hanno fatto proposte per avere energia elettrica con l'uso di motori generatori e l'uso dell'energia solare. Per la connettività alcuni parlavano dell'uso dei satelliti, altri dei cavi di fibra ottica, o di creare gruppi di connessione locale.

La seconda sezione a cui ho partecipato era su ‘bill off rights in the internet'. C'era una grande diversitá di pensiero; chi voleva che si facessero uno o diversi documenti frutto del processo democratico per dare una linea di riferimento etico a internet, chi diceva che invece non si dovrebbe impegnare troppe energia in creare nuove 'leggi' ma piuttosto in impegnarsi a concretizare la dichiarazione dei diritti umani che sono leggi che esistono giá.  Un commento che mi è piaciuto tanto era che comunque le leggi che si fanno dall'alto verso il basso non funzioneranno mai, cadranno da sé perché internet é nata dal basso, questa é la sua natura e così bisogna continuare a costruirla.

La fondazione Getulio Vargas ha fatto vedere alcune proposte di quello che vorrebbero fosse fatto nella lettera dei diritti di internet. Le proposte sono nate in due incontri a Rio de Janeiro e a Sao Paulo e sono pubblicate sul sito www.internet-bill-of-rights.org.

Nel pomeriggio sono andata nella sezione che parlava del contenuto dell'internet. Qui il dibattito era molto caldo, chi diceva che la qualità dell'informazione é minima nell'internet e che la maggioranza dei contenuti non é affidabile. Chi diceva che i giornalisti dovrebbero entrare di più nell'internet per diffondere la qualità della notizia, chi diceva che in internet ci sono della possibilità che prima non esistevano per diffondere la notizia facendo l'esempio della Birmania.

Alcuni non credevano nella sapienza della popolazione altri si. E'la prima volta nella storia che succede la democratizzazione dell'informazione e questo turba i media, perché diminuisce il loro guadagno.

Qualcuno diceva:'quello che succede su internet é che c'e una società dell'ego, dove conta l'esposizione della propria vita e non la qualità' e un'altro continuava:'Il pluralismo é un obbligo per noi'. Si é parlato di google che non produce informazione, che é solo un motore di ricerca che fa il ranking delle notizie, non fa controllo.

Un abbraccione brasiliano
Suéllyn


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