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ICT & new media

di Maria Rosa Logozzo

mercato Ieri, ad un tavolo di lavoro sulla partecipazione politica, ho sentito raccontare da un assessore comunale un episodio emblematico.

Un'amministrazione comunale, dotata di sistema informativo online, ha ritenuto di informare la cittadinanza dell'annullamento del mercato settimanale con la sola pubblicazione di un avviso sul sito istituzionale, un paio di giorni prima della data interessata.

Chissà come mai i poliziotti ne avevano molti da multare di venditori disubbidienti che nonostante l'avviso online (!) stavano montando le loro bancarelle nel luogo solito. Per fortuna mi pare che si siano convinti della buona fede di quei mercanti ignari.

Il Contrappunti di Massimo Mantellini su Punto Informatico di oggi può offrire qualche delucidazione sulla differenza tra il wishful thinking e la realtà delle cose italiane.

"(...) qualche settimana fa il wishful thinking di qualche entusiasta delle nuove tecnologie ha spinto i giornali a dedicare molte euforiche parole al prossimo sorpasso (nel 2008) della rete Internet nei confronti della TV. Dico, ma a voi sembra possibile? In Italia poi, dove la maggioranza dei cittadini nemmeno la usa Internet? Si tratta, a prima vista, di una di quelle statistiche impossibili da accettare anche quando, come nel caso in questione, i garanti di una simile lapidaria affermazione siano nomi autorevoli ed affidabili (e non la solita media agency in cerca di notorietà) come il Politecnico di Milano e la Nielsen.(...)

Poi silenziosamente la notizia bella ed eccessiva scompare nel nulla, brutalmente contrapposta al nostro 18esimo posto (certificato Eurostat) nelle classifiche europee dell'accesso alla rete e quasi nessuno si prende la briga di chiedere conto delle affermazioni pubblicate da Repubblica (erano vere? erano false? erano solo un po' gonfiate?). Solo Luca de Biase, che io sappia, si è preso la briga di andare da Nielsen un pomeriggio e di tornarsene a casa (e scrivere sul suo blog) quello che tutti noi sospettavamo, vale a dire che la notizia di Repubblica del sorpasso di Internet sulla TV in Italia è una simpatica bufala. In realtà la ricerca in questione tratta di tutt'altro e l'articolo di Repubblica è semplicemente una cosa priva di qualsiasi fondamento, che nessuno poi ha sentito il dovere di smentire e che comunque è riuscito a sollecitare i nostri migliori istinti di patrioti orgogliosi ed infatuati dalla tecnologia".