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ICT & new media

di Maria Rosa Logozzo

Internet, grande incompresa in Italia

Massimo MantelliniMassimo Mantellini su Punto Informatico di oggi evidenzia come la presunta popolarità di Facebook abbia portato alla ribalta sui giornali le sciocchezze postate da ‘cretini’.

Il linguaggio dell’articolo rende lo stato d’animo di quanti, bazzicando in rete con un po’ di consapevolezza, da anni si 'rodono il fegato' ogni volta che informazione, politica e incompetenza alleate riescono ad elevare “sciocchezze a discussione buona per tutto il Paese”, ancora peggio quando si legifera di conseguenza.

E non è questione di destra, di centro o di sinistra. E’ questione di cultura del mezzo che nel Paese è più che carente.

La somma di differenti sciocchezze ed incompetenza è in grado in questo paese di generare leggi e dibattiti nei quali regolarmente si parte dal nulla e si arriva al nulla, con la sola, non trascurabile appendice di riuscire a farsi ridere dietro in qualsiasi paese normalmente tecnodotato”.Mantellini chiama in causa l’informazione che “usa Internet e le sue dinamiche a vantaggio della propria linea editoriale, abiurando al proprio compito minimo di spiegare ai lettori la logica ed i meccanismi delle cose. Questo perché una minima attitudine ad essere mediatori informativi di fatto spegnerebbe sul nascere ogni polemica e cancellerebbe la notizia, senza scatenare lunghe code di commenti e prese di posizione che aiuteranno a vendere il giornale di domani e quello di dopodomani.

Internet esce da queste strumentalizzazioni ridimensionata e con le ossa rotte, e più che il luogo di crescita culturale e informativa che potrebbe essere diventa lo stagno melmoso nel quale andare a pescare frasi, immagini e parole che potranno essere utili al proprio scopo: qualsiasi esso sia.”.

Che si può fare? Come uscire dallo 'stagno melmoso'? Come riuscire a far passare a livello popolare un minimo di nozioni che permettano di cogliere le potenzialità dei new media per il bene comune?

Si potrebbe introdurre l’educazione ai media nei programmi delle scuole, non focalizzandola però - come spesso si fa - sulla prevenzione dei presunti danni dell’orco mediatico, ma dandole il respiro di una visione costruttiva dei media e di internet: opportunità nelle nostre mani per una “ crescita culturale e informativa” sì, ma anche di più: per uno sviluppo tendente a un’umanità migliore, fatto di dono e di rispetto e valorizzazione reciproca.

A questo scopo è necessario uscire dall’orticello dei propri interessi personali e curarsi anche degli interessi degli altri, specie di quelli al margine. Può bastare per questo solo una preparazione tecnologica?

Per uscire da sé – un sé personale ma anche collettivo - occorre un concetto più elevato dello sviluppo - personale e collettivo - in un orizzonte di fraternità tra gli uomini. Lo afferma Benedetto XVI nella Caritas in Veritate.

C'è in particolare un'osservazione: “La società sempre più globalizzata ci rende vicini, ma non ci rende fratelli. La ragione, da sola, è in grado di cogliere l'uguaglianza tra gli uomini e di stabilire una convivenza civica tra loro, ma non riesce a fondare la fraternità.”. Ci vuole una 'vocazione trascendente' scrive il Papa.

Fondare la fraternità. E' ciò che manca  perché gli ideali di democrazia e di condivisione che Internet ha riacceso riescano a prendere corpo. 

Ecco perché oltre che sulla competenza professionale NetOne lavora sui valori, valori cristiani ma valori anche di altre credenze e convinzioni. Valori comuni.