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ICT & new media

di Maria Rosa Logozzo

La verità, al di là di paure e favoritismi

wikileaksIl mondo dell'informazione continua a seguire attentamente la messa in pubblico di documenti confidenziali della diplomazia USA ad opera di WikiLeaks e dei cinque quotidiani che le fanno eco. La signora Clinton e il suo staff, coscienti di quanto la fuoriuscita di quei dispacci potesse influire in campo internazionale, si erano premurati di preavvertire le diplomazie di alcuni Stati per attutire il colpo.

Ma che cos'è questa fantomatica WikiLeaks? Per conoscere una organizzazione, al di là delle paure, delle considerazioni e dei giudizi, è sempre utile partire dall'esame dei principi ispiratori e dei fini che si propone.
Julien Assange (che ha contribuito a fondarla e ne è la 'faccia pubblica') e tutti i suoi collaboratori corrono un grosso rischio nell'impresa. I servizi segreti sono all'opera in tutto il mondo per cercare di fermarli, col discredito, con la legislazione... ogni arma sarà buona. Se Assange e i suoi hanno deciso di giocare la pelle nel progetto, ciò vuol dire che ci credono e ritengono che ne valga la pena.

WikiLeaks sul suo sito si definisce come “organizzazione no-profit nell'area dei media”, che vuole “fare arrivare al pubblico notizie e informazioni importanti” e a questo scopo ha creato un strumento innovativo per fare arrivare i leaks (le fughe di notizie) ai giornalisti del team in assoluta sicurezza e con un anonimato garantito (ne ha scritto, con parole semplici, Arturo di Corinto per Repubblica).

Dichiara di fondare la sua attività sull'articolo 19 della Dichiarazione dei Diritti dell'uomo, che garantisce la libertà di opinione ed espressione e il diritto a cercare, ricevere e fornire informazioni e idee su qualsiasi media e al di là di ogni frontiera.

Il team giornalistico inizia il lavoro da una attenta verifica dei documenti in arrivo, con controlli multiformi. Poi redige un articolo che inquadra i rapporti e aiuta a coglierne l'importanza per la società. Infine pubblica l'articolo unito ai documenti, dando in questo modo  una prova dell'autenticità della notizia ai lettori e la possibilità di analizzarla a loro volta con l'ausilio delle fonti.

Perché WikiLeaks è importante? “La pubblicazione accresce la trasparenza e la trasparenza crea un società migliore per tutti gli individui”, è la loro risposta.
“(...) abbiamo visto il mondo dell'informazione diventare sempre meno indipendente e molto meno disposto a fare quelle domande più complesse e difficili a governi, corporazioni e altre istituzioni. Riteniamo sia necessario che questo cambi”, scrivono sul loro sito.

WikiLeaks ha dato l'avvio a un nuovo modo di fare giornalismo, dove non si lavora per il profitto economico e non si è in competizione con gli altri media, ma si forniscono le fonti informative e si coopera: “Noi crediamo che il mondo debba lavorare insieme il più possibile per far sì che gli articoli raggiungano una platea di lettori vasta e internazionale”.
“(...) trasmettere al mondo la verità senza paure o favoritismi. Il grande Presidente americano Thomas Jefferson – scrivono - osservò che il prezzo della libertà è la vigilanza continua. Riteniamo che i media informativi esercitino un ruolo chiave in questa vigilanza”.

Quando i governi, le imprese e le istituzioni si accorgeranno che il loro operato verrà controllato non solo all'interno dei loro circuiti, né solo all'interno dello Stato, ma da un pubblico internazionale, allora saranno costretti a tener anche in conto le implicazioni etiche del loro agire: “Oggi, con governi autoritari in carica in molte parti del mondo, con una crescente tendenza autoritaria nei governi democratici, con una crescente fetta di potere acquisito da imprese inaffidabili, c'è un bisogno più forte che mai di apertura e trasparenza. L'interesse di WikiLeaks è portare in luce la verità”.

La metodologia di WikiLeaks non è quella delle attività coperte dei servizi segreti, ma quella del portare alla luce i fatti in modo che i cittadini, venendone a conoscenza, diventino capaci di consegnare alla giustizia quei governi corrotti che temono.
Massimo Razzi, vice-capo redattore di Repubblica.it, in “il giorno che cambiò l'informazione”,  ha trattato estesamente dei cambiamenti benefici indotti da WikiLeaks sull'informazione, che hanno ridato un senso e un alto ruolo alla mediazione giornalistica professionale.

Rebecca Helm-Ropelato nel suo blog, in inglese, segnala un'intervista ad Assange fatta da Read Greenberg per Forbes, lunga e interessante.

Ho scelto di non aggiungere mie considerazioni in quanto ho scritto, ma di dar voce a quanto WikiLeaks dice di sé, per permettere di conoscerla meglio. Ho solo aggiunto qualche segnalazione a mio parere utile a comprendere l'insieme. Tornerò sull'argomento.

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