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pubbliche relazioni

prima sessione:

"Comunicazione e unità - le persone"

Relazione e condizionamenti

1s-almap Alma Pizzi
Giornalista professionista, si occupa in particolare di economia. É consulente stampa per enti e aziende; tra l'altro ha lavorato per il nuovo aeroporto milanese Malpensa 2000. Realizza e conduce programmi TV. É docente di scienze della comunicazione in vari istituto universitari. Ha, inoltre, avuto e continua ad avere esperienze a buon livello di politica locale e regionale.

 

Devo dire sinceramente che il mio modo di fare giornalismo è cambiato da quando ho incontrato per motivi professionali Chiara Lubich. Ricordo ancora, era la conferenza stampa in occasione del premio conferitole come “Autore cristiano dell’anno” 1995.

Prima mettevo nel lavoro molta professionalità ma poca anima, ora sento che devo mettere al primo posto le persone. Non conosco quelle alle quali mi rivolgo, ma ora ogni volta che mi metto al computer o davanti alla telecamera so che devo dare loro quello che si aspettano o quello che è utile per loro: cerco di usare un linguaggio il più possibile semplice, cerco di dare notizie positive, di fornire informazioni utili, di spiegare le complessità.

Con i colleghi che lavorano nei giornali, con cui spesso si creano momenti di tensione per rivalità, cerco di stare attenta prima di tutto alle persone, e così le barriere cadono, le eventuali gelosie o incomprensioni lasciano il posto ad un rapporto franco.

In quest’ottica di collaborazione con i colleghi, da qualche mese nella mia provincia abbiamo avviato un’iniziativa che sarebbe stata impensabile ed irrealizzabile solo qualche anno fa: con alcuni giornalisti con cui è stato possibile trovare una prima intesa si è deciso di invitare tutti gli addetti stampa ed i responsabili degli uffici relazioni con il pubblico dei vari enti e di iniziare con loro un rapporto collaborativo, mettendo in comune le nostre esperienze, le nostre banche dati, in un’ottica di reciprocità che sta dando frutti interessanti.

Abbiamo così potuto organizzare un corso di formazione per comunicatori con l’apporto del Gruppo Uffici Stampa della Lombardia. Naturalmente le difficoltà, le incomprensioni, gli ostacoli ci sono sempre, ma crescono anche alcuni segni di cambiamento.

Se fino a poco tempo fa ogni comunicatore agiva in quasi solitudine, attento a non farsi “rubare il mestiere”, oggi nel nostro contesto territoriale noi consulenti o addetti stampa siamo diventati amici e ci stiamo abituando a scambiarci opportunità, nell’ottica di un miglior servizio al cittadino, che è l’utente finale del nostro lavoro.

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