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di Thomas Klann

Un gioco originale e liberatorio

 

Tokyo: sul retro della Cattedrale - foto di Thomas Klann

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La fotografia ha avuto un lungo periodo di sviluppo: dal 1839 fino al 1906, anno in cui sono comparse le fotografie pancromatiche, ossia con una giusta scala dei grigi dei colori, anche nell'immagine in bianco e nero.

Ma in parallelo con lo sviluppo tecnologico c'era pure uno sviluppo visivo. All'inizio la fotografia guardava quasi necessariamente alla pittura. Ma, con lo sviluppo, che la liberò dall'immagine statica del cavalletto del pittore, le cose si invertirono. I pittori cominciarono a ispirarsi non solo alla fotografia, ma anche al cinema, cercando di imitarne l'immagine in movimento. Un esempio lo troviamo in Giacomo Balla, pittore futurista (1871-1958).



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di Thomas Klann

Anno nuovo, sguardi nuovi

Sfera specchio a New York - foto di Thomas Klann

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All'inizio di un nuovo anno ci vogliono proposte nuove, per rinnovarsi; o per fare qualcosa di diverso; o per cambiare punto di vista, o semplicemente per sperimentare.
Per questo sia questa volta ce nelle due successive vorrei presentare delle foto a cui si può attribuire come caratteristica, il vedere le cose in un modo diverso.

Facevo una passeggiata per New York con un collega di lavoro, guidati nella visita alla città da un amico che, abitandovi, la conosceva bene.



Cammina e cammina, ad un certo punto ci siamo fermati su delle panchine situate attorno ad una fontanella e, guardando bene, ci siamo visti riflessi su una sfera lucida, quasi fosse di specchio. Così nacque l'idea della foto di gruppo come ricordo. Nell'immagine non c'è nulla della New York così comunemente rappresentata, città super affollata e frenetica. E' un suo angolino tranquillo dove, invece che i clacson delle automobili, si sente il gorgoglio di una fontanella.
Se vogliamo essere diversi, cerchiamo di vedere la realtà con occhi nuovi, non stereotipati.

di Thomas Klann

Passione creativa

Passione creativa - foto di Thomas Klann

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Quando un giornalista comincia a scrivere un articolo o un fotografo pubblica una foto, l'oggetto di quel racconto è già passato, sia esso una storia o un evento o un fatto, imprevisto o previsto, che si vuol partecipare a chi non era presente.
Solo i massmedia quali la radio e la TV o i new media veicolati da Internet e dalle nuove reti permettono un racconto in diretta.
Ora mi chiedo: un giornalista è giornalista solo quando ha qualcosa da raccontare?

 




di Thomas Klann

Gli oggetti raccontano

Ruggine multicolore - foto di Thomas Klann

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C'è un movente e un motivo per ogni foto: perché è un'occasione importante; perché un oggetto è bello... in sostanza si cerca di fermare il tempo, di tenere un ricordo da condividere poi con altri insieme a un racconto.

Guardandosi bene attorno però, si possono notare racconti che esistono già, che magari non sono così importanti e attuali, che si sono formati con il passare del tempo:


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di Thomas Klann

C'è del bello anche nella tristezza

Albero spaccato - foto di Thomas Klann

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Sul lago di Albano, sul lato opposto ai palazzi pontifici di Castel Gandolfo, si trova il convento di Palazzolo, l'ex convento dei frati minori osservanti, che ha un'invidiabile vista sul lago. In giornate terse e senza foschia, dall'altitudine di 550 mt dove è situato, si arriva a vedere anche Roma.
Passando in quei luoghi, vidi con grande sorpresa un albero senza foglie, nero, spaccato in due, evidentemente vittima di un fulmine.

In una bellissima giornata di sole e circondato di bellezza com'ero, la mia mente non voleva recepire questo triste quadro. Ma feci ugualmente una foto.
Tornato a casa, davanti al computer ho cercato di trovare, nonostante tutto, qualcosa di bello in quella tristezza.
Giocando con le varie possibilità di elaborazione sono arrivato a questo risultato.
L'immagine, nel formato qui disponibile risulta un po' sacrificata. Sarebbe un soggetto da ingrandire almeno nel formato di 30x40 cm, per svilupparne tutta la bellezza tragica.
Per una miglior comprensione della trasformazione, lascio le due immagini a confronto.
Per chi poi fosse vicino ai Castelli Romani, possedesse un GPS, volesse fare una passeggiata e guardare l'albero in natura, ecco sono le sue coordinate: 41°44' 40,39” N – 12° 41' 24,58” E