di Thomas Klann
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Guardando in questi giorni il mio album di fotografie, ho trovato questa foto. L'ha scattata mio nonno. Mia madre faceva la Prima Comunione, era il 1930, ed è ritratta con tutta la famiglia: accanto a lei la sorella, dietro sua madre, a lato il padre con il cilindro in mano. Mi ha impressionato la messa in posa delle persone. Mi sembrava assomigliasse a quella dei dipinti di di epoche precedenti e mi ha fatto riflettere su come siamo influenzati dal modo di vedere dell'epoca in cui si vive. |
Oggi nessuno farebbe una foto come questa, la gente non avrebbe neanche la pazienza di mettersi in posa in questo modo, curando che tutti i volti siano precisi, nessuno coperta da un altro. Avranno speso almeno una mezz'ora per posizionarsi così! Allora fare una foto era un evento più unico che raro.
Un particolare interessante: a quel tempo non si usavano le pellicole, la foto veniva impressa su una lastra di vetro spalmata di una emulsione fotosensibile. La si sviluppava in apposite vasche mettendo a contatto la lastra con la carta fotografica. La lastra di questa foto col tempo si era rotta, ritoccando la foto la spaccatura non si vede più.
La qualità del negativo e anche quella della copia in positivo è semplicemente straordinaria, perché la lastra ha il formato di 13x18 centimetri. Ingrandendola i particolari sono perfetti. Così mi viene un dubbio: il progresso sarà sempre un miglioramento necessario?
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Annette Löw -
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