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di Thomas Klann

Libertà dell'arte

Angolo di Madagascar: foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

A monte della decisione di fare una foto c'è sempre il momento in cui si è sentita la spinta a scattarla, un momento in cui abbiamo visto un qualcosa che ci ha destato l'attenzione. Può essere stata una situazione, o dei colori particolari o qualcosa d'altro... le motivazioni possono essere le più varie.

Quando a casa, a foto scattata, se ne esamina il risultato, quello che siamo riusciti a fare nel concreto, spesso si resta delusi e magari si pensa: "Accidenti no! Era un'altra cosa quella che volevo. Peccato che non è venuta bene, era così bella!...". Può esser vero, ma il nostro confronto è con la nostra immagine mentale, perché nella realtà le cose erano come le abbiamo fotografato.


Questo è il momento di recuperare l'emozione che ci aveva motivato, analizzando con precisione il soggetto ripreso per ritrovare "La Foto" nella foto.

Qualche giorno fa ho sentito leggere alla radio questa frase attribuita a Igor Fedorovic Stravinskij: "Più l'arte è controllata, limitata, lavorata, e più è libera". Pare una contraddizione, ma credo sia vero.
Lo dimostra anche questa foto che ho scattato in Madagascar. Cosa ho dovuto fare per ottenerla? Limitare, controllare, lavorare.
La parte più scura è la foto in origine, la parte illuminata meglio e incorniciata è “La Foto” nella foto.

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