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di Maria Rosa Logozzo

Comun I care

Comun_I_careImmersi come siamo in una galassia mediatica dove non compare mai la scritta 'fine delle trasmissioni', come succedeva nei primi anni della TV in Italia, “siamo protagonisti, testimoni o vittime del moltiplicarsi di strumenti, occasioni, luoghi del comunicare? Dobbiamo aspettarci un cambiamento radicale nei modi di conoscere e strutturare il mondo, le relazioni con gli altri, noi stessi e il nostro destino?”.

Se lo chiede Anselmo Grotti, docente di sociologia e teoria della comunicazione, introducendo il suo ultimo, piccolo ma “succoso” libro Comun I care. Prendersi cura nel tempo della rivoluzione digitale, uscito qualche mese fa nella collana Le tessere e il Mosaico dell'editrice Ave.

I care era il motto di Don Milani, sulla sua linea l'autore spiega che “Cura rimanda al prendersi a cuore, a riconoscere l'importanza della buona comunicazione per la qualità della vita, nostra e della comunità.”(p.18).

Alcune parti del libro le ho volute rileggere e ad ogni lettura ne ho ricavato nuovi spunti. Perché non è un libro sulle novità dell'oggi tecnologico, né un libro sulla storia della comunicazione, né un libro di filosofia o sociologia della comunicazione, eppure interessa tutti questi ambiti. Non vi si trovano nostalgie per il passato né ansie o illusioni per il futuro, ma l'analisi di Grotti ci introduce nella innegabile mutazione odierna radicandola nel percorso storico-culturale umano, stimolandoci così a ricavarne un senso. Miti classici greci e film, comunicazioni di un tempo e reti sociali... tutto è accostato proprio alla ricerca di una giusta dimensione dell'oggi: un percorso che suscita sorpresa in chi come me è più proiettato avanti con la tecnologia e raramente si raffronta al 'come era prima'.

Ci lamentiamo del fatto che con photoshop si rimaneggino le foto delle modelle travisando la realtà? Un tempo i pittori ridimensionavano i nasi dei signori che ritraevano. Ci sono anche incisi così tra le righe, detti en passant, che, facendo sorridere, smitizzano qualche dibattito odierno e ci fanno coscienti che gli uomini di oggi non sono poi così diversi dagli uomini di ieri...

Argomento del testo è la comunicazione, detta "atto specificatamente umano" perché "realizza in modo eminente la stretta correlazione tra natura e cultura presente in ogni istante della nostra vita" (p.11), intrecciando in modo inestricabile dato fisico e ricerca di significato esistenziale.

Si parla pure di linguaggio, come strumento che "permette di rappresentare il mondo e di condividerne in modo collettivo la visione", con l'invito ad "essere consapevoli di una scelta fondamentale: quella di condividere con gli altri la mente o quella di colonizzare la mente degli altri”(p.30).
L'autore richiama il nostro pensiero su cose che magari facciamo automaticamente nel corso delle nostre giornate, alle quali non ci sogneremmo di badare. Ho goduto il respiro di 'analisi sensata' che pervade i capitoli. I loro titoli danno una traccia del percorso: Crescere e vivere nella infosfera; Comunicazione e sfida educativa; Prendersi cura attraverso la comunicazione; La comunicazione autentica, possibile solo tra soggetti liberi.
Qua e là nel testo si rileva qualche considerazione di sapore religioso o spirituale, condivisa però senza “pesantezze” per chi non ha credenza cattolica come l'autore, in questo trovo un altro pregio del libro.

Tre incisi spilluccati tra le pagine per stuzzicare la lettura:

- “Internet apre al mondo. Oppure può aprire a una comunità larghissima fatta tutta di persone dello stesso tipo. Si può fare il giro del mondo immersi dentro la stessa bolla che ci circondava a casa nostra” (p.50)

- “Perché dobbiamo essere soci tutti dello stesso club per poter comunicare?” (a proposito di Facebook e affini. (p.76)

- “La TV non è una finestra aperta sul mondo, ma una finestra aperta sulla mente del consumatore”. (p.87)

L'autore conclude l'introduzione invitando i lettori sul suo blog per continuare il contatto.
Di seguito il video di una sua presentazione del libro nella rubrica In primo piano di TSD