Text Size

di Gabriele Di Totto

Nascere musulmani, vivere e amare l’Italia

copertina Seconde generazioni. Con questo termine ci si riferisce, solitamente, ai figli degli immigrati nati o cresciuti in Italia.
Sono migliaia. Li vediamo nelle scuole, dalle elementari alle università, per strada, e a volte sulle pagine dei giornali per i recenti episodi di razzismo.
Porto il velo, adoro i Queen è il primo libro di Sumaya Abdel Qader, 30enne, figlia di genitori palestinesi, ma nata a Perugia e da sempre vissuta in Italia. A Sumaya il termine seconde generazioni però non piace. Non a caso ha scelto un sottotitolo diverso per il suo libro: Nuove italiane crescono.

E a chi le chiede se si senta più araba o italiana lei risponde con un paragone: è come chiedere a un bambino se vuole più bene allamamma o al papà. «Li ami entrambi, prendi i caratteri dell’uno e dell’altro, non devi necessariamente scegliere chi dei due seguire – scrive. Entrambi ti amano e ti accettano per come sei, e tu li ami e li accetti per quello che sono, senza temere di perderli». Nel libro Sumaya racconta con molta ironia la vita di tutti i giorni della protagonista, che poi è lei stessa, divisa tra casa,marito e figlie e tanti impegni.

Lo studio, le file in questura per il rinnovo del permesso di soggiorno, i colloqui
con maestre (della scuola cattolica delle Orsoline, dove sono iscritte le bimbe) e il parrucchiere (perché a differenza di quello che pensa la gente, sotto il velo le donne musulmane hanno stupende acconciature). Sumaya scrive dal primo numero su «Yalla Italia», l’inserto mensile del settimanale «Vita» realizzato da giovani musulmani italiani.

 

(da Il Cittadino - giovedì 23 ottobre)

 

ABDEL QADER SUMAYA
PORTO IL VELO, ADORO I QUEEN
NUOVE ITALIANE CRESCONO

Editore: SONZOGNO
Pubblicazione: 09/2008
Numero di pagine: 179