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servizio di Carla Cotignoli per Radio Vaticana

Nuove opportunità per il giornalismo che cambia.

Tra blog e social network

Come cambia il giornalismo tra media tradizionali, blog e social network. Un tema di grande attualità. Se ne è parlato ieri (25 febbraio) alla Federazione della stampa a Roma, in occasione della presentazione del libro: Penne digitali 2.0.

Un vademecum di teorie e tecniche per il giornalista, con preziosi suggerimenti su come fare informazione online nel tempo del giornalismo diffuso e dei danni da malainformazione.

Gli autori: Carlo Baldi e Roberto Zarriello. Edito a cura del Centro di documentazione giornalistica. Per noi c’era Carla Cotignoli.

Non vedete che la rete vi sta ammazzando? Non c’è più bisogno della vostra mediazione giornalistica. Una opinione diffusa confutata, sin dalle prime battute del dibattito, da Roberto Natale, Presidente della Federazione della stampa.

Certo, sarebbe impensabile porre un freno alla libertà di espressione dei siti web. E’ un diritto sancito dalla costituzione. Ma – e qui cita il libro “Penne digitali 2.0”, “fare informazione e dare informazioni” non sono la stessa cosa. Fare informazione è un’attività professionale.

Oggi più che mai c’è bisogno della mediazione giornalistica per orientare nel mare-magnum delle informazioni sul web. E’ un compito specifico. Certo è un mestiere, quello del giornalista, che sta evolvendo con grande rapidità.

Con l’informazione 2.0, l’utente acquista sempre maggiore peso, ha rilevato Roberto Zarriello, uno degli autori del libro, si sono moltiplicate le possibilità di far sentire la propria voce. Rinasce un pubblico attivo. Ciò richiede al giornalista una conversione mentale, più motivazione, capacità di ascolto”, osserva Giuseppe Smorto di Repubblica on line. Il giornalista non viene usurpato dal contenuto generato dagli utenti: lo accoglie, lo valuta, lo utilizza”.

Per i giovani i cosiddetti “nati digitali”, è tutto più facile. Ma ha stupito tutti l’intervento di Sergio Lepri, direttore per anni dell’agenzia Ansa. Quasi novantenne sta scrivendo un libro digitale, multimediale e interattivo. Lo pubblica man mano che lo scrive. Dal dialogo con gli utenti orienta ciò che scrive. “Ora – come ha evidenzia ancora Smorto - abbiamo la possibilità in tempo reale di capire quale è lo spirito del tempo”.