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riflessiONE

 


di Raffaele Cardarelli

Non è un Paese per... giovani ?

Il 30 novembre, P.Luigi Celli, Direttore Generale dell’università romana Luiss,  invita il figlio, in un articolo sul quotidiano Repubblica, a lasciare il proprio Paese, che, a suo avviso, si sta trasformando in “una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti”.

Il 3 dicembre, il Presidente Giorgio Napolitano ha esortato i giovani italiani a non lasciare l’Italia, lanciando un messaggio di speranza : “Possiamo far crescere il nostro Paese all'altezza delle società contemporanee più avanzate”.

Il giorno dopo, 16 giovani talenti italiani rispondono al Presidente Napolitano, spiegando la loro scelta di lasciare l’Italia, “un concentrato di immeritocrazia, nepotismo e gerontocrazia che ha pochi pari nel nostro Continente”, per emigrare in Stati dove possono “vedere riconosciuto il proprio impegno”.

Sorge, spontanea, una domanda: sarebbe possibile, dopo il messaggio di speranza, rispondere con (almeno)  un decreto, che consenta al Governo di intervenire con la stessa rapidità ed efficacia dimostrate (in pieno agosto !) in occasione del possibile blocco della partenza del campionato di calcio del 2003 o per l’aumento di stipendio ai parlamentari ?

Cronista di Telecalifornia: “Ma ecco laggiù un bel tavolo di gggiovani..corriamo ad intervistarli! Guadagniamo il loro tavolo... chi prende la parola?"
"Vito! Lui sa fare molto bene il giovane…”  (Nanni Moretti in ECCE BOMBO)