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di Paolo Aversano

Martini vs Schweppes

SchweppesLa riflessione pubblicitaria di questa settimana nasce dal confronto tra due diversi prodotti: Schweppes e Martini.
L’azienda inglese dall’ostica pronuncia si presenta on air con una pubblicità difficile da apprezzare. Protagonista è Uma Thurman, che inscena un’improbabile intervista con un improbabile giornalista.

Si fa fatica a comprendere la tattica comunicativa dello spot, che vuol essere ironico ma non fa ridere, crede d’essere sensuale senza riuscirci, manca di brio e mordente. Una valida testimonial appare sprecata in un ruolo piuttosto superficiale, inserita in un’ambientazione barocca che ne atrofizza le qualità.

Un prodotto tutto sommato prossimo allo Schweppes è il Martini, che non più tardi di 4 anni fa propose 15 secondi di pubblicità brillante ed efficace. Il claim NO MARTINI NO PARTY  è parte integrante del vocabolario quotidiano, e lo spot ha il merito di valorizzare humour ed identità cinematografica di un attore capace come Clooney.

Due spot profondamente diversi per due prodotti tutto sommato simili, con esiti decisamente distanti. Martini rimane nella memoria collettiva con una campagna semplice e pungente, Schweppes mostra una povertà d’idee che non valorizza adeguatamente la bevanda.