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di Paolo Aversano

The Camry effect

ToyotaCamry“This was the car I owned while attending college. Being a poor college student, I was thankful I didn’t have to fill the tank that often”.

“Little did I know when buying my Camry in 1994 that a few years later, I would adopt a little girl born in 1994, and now many years later that girl born in 1994 is driving my 1994 Camry. She's 17, but the Camry has 235,000 miles on it”.

This is only a microscopic part of the complete set of stories that Toyota is collecting on a specific website about one of the most important vehicles they produced.

This commercial, presented during the last Super Bowl, shows a different face of a Camry,  a cult on which millions of people everyday lived and live several beautiful moments of their path. We don’t find information about engines, gear, design, prices. On the contrary, we reflect about our car, a treasure chest in which we can find old stories, memories, forgotten meetings…

 

In a society conquered by hyperconsumption, this ad presents a different idea, innovative as we’re speaking of a commercial: a tender feeling for our car is still possible.

“Questa è l’auto che avevo durante il college. Essendo un povero studente del college, sono stato grato di non dover fare benzina troppo spesso”

“Quando ho comprato la mia Camry nel 1994, non sapevo che pochi anni dopo avrei adottato una bambina nata nello stesso anno, e che ora dopo molti anni quella ragazza nata nel 1994 sta guidando la mia Camry del 1994. Lei ha 17 anni, la Camry nello stesso periodo ha percorso 235.000 miglia”.

Questa è solo una ridotta selezione delle storie che Toyota sta raccogliendo su uno specifico sito web su uno dei modelli più importanti della sua produzione. Questo spot, presentato durante l’ultimo Super Bowl, mostra un volto nuovo della Camry, un’auto di successo sulla quale milioni di persone vivono giornalmente momenti importanti della loro vita. Non ci sono informazioni su motore, trasmissione, dotazioni, prezzo. Al contrario, la pubblicità suscita una riflessione sulle diverse storie e ricordi legati alla nostra auto che talvolta dimentichiamo.

In una società dominata dal consumismo sfrenato, questa campagna presenta un’idea nuova che affascina perché proposta da un’azienda durante un passaggio pubblicitario: un sincero affetto per la nostra auto è ancora possibile.