Text Size

di Paolo Aversano

Quali rapporti tra arte e industria? Il caso Swatch

SwatchL’incontro fra l’arte “libera” e la produzione industriale di massa è in sé stesso inevitabilmente problematico, ma può generare interessanti prospettive per ogni azienda. Sin dal 1983 Swatch ha precorso i tempi dimostrando che la spontaneità creativa e le rigide regole dell’industria post-moderna possono coesistere. Nel 2009 il produttore svizzero ha affidato a 4 protagonisti della street art mondiale la realizzazione di 12 nuovi modelli.

Per il lancio della Collezione Artist 2009 sono stati previsti 4 spot, uno per ogni artista. Qui presentiamo la strada creativa pensata per Billy the artist. Sono questi 30 secondi di raro fascino, arte pura, in cui la fantasia sale al potere ed immagina una fabbrica fluttuante che tra ingranaggi, schizzi e gorgoglii genera i nuovi Swatch Creart. Chiari e affascinanti i rimandi alle opere pop up di David A. Carter e più in generale al mondo del design e dell’arte di strada.

Lo spot risponde in pieno ai principi cardine della memorabilità: è innovativo e seducente per tema, grafica e colonna sonora. La campagna poi comunica con estro e coerenza un prodotto nato per stupire, “emozionale” nel suo DNA. L’immagine dell’impianto industriale “impazzito” riflette un segno dei tempi: oggi l’arte ha la possibilità – rispettando alcune regole - di entrare nel mondo delle imprese e far ascoltare la sua voce. Le aziende hanno bisogno degli artisti per differenziarsi dai concorrenti e trovare una via esclusiva di contatto con il proprio pubblico.

E’ una nuova strada che sempre più va aprendosi: al mondo dell’arte il compito di coglierne rischi ed opportunità.