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di Paolo Aversano

Oltre la notte

Pfizer

Ci sono momenti nella vita in cui la malattia entra senza preavviso. A volte è un'apparizione fugace e scompare così come s'è presentata, altre volte segna permanentemente la propria esistenza, talvolta ne dichiara la fine.

In questi momenti tante certezze crollano, ciò che prima appariva fondamentale perde di significato.  Il mondo può divenire grigio, tutto perde la propria forma, il dolore oscura ciò che c'è d'altro e una foschia impenetrabile diviene presenza quotidiana e mesta in sè stessi e nei rapporti.

Lo spot della Casa farmaceutica Pfizer ci introduce con sano realismo nel dramma di milioni di famiglie che patiscono per le sofferenze fisiche di un figlio, una madre, un padre. Un mondo grigio, di poche parole, all'apparenza spesso teso e depresso. Eppure basta poco per far tornare la luce: con un semplice atto d'amore il protagonista riporta la speranza in famiglia. Be brave, (“sii coraggiosa”), trova la forza per dire il tuo sì.

A volte c'è bisogno di più di un medicinale”, recita il claim conclusivo. Al di là di ogni male è l'Amore gratuito e generoso che ci dà la pace; esso solo può far comprendere il senso della vita ed il profondo significato di ogni suo momento, bello e brutto. Attraverso l'amore per l'altro sperimentiamo la nostra piena realizzazione e tutto trova il suo posto, soprattutto la malattia.

In questo senso suonano potentemente le parole di Adalbert Stifter, scrittore austriaco ottocentesco: “La sofferenza è un angelo santo, che mostra agli uomini tesori che altrimenti rimarrebbero per sempre nascosti; attraverso di essa gli uomini sono diventati più grandi che non attraverso tutte le gioie del mondo”.