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di Paolo Aversano

2 spot, 2 Passat

WolksPassat

Questa settimana torniamo all’analisi del mercato pubblicitario dell’auto. Spesso i costruttori scelgono di promuovere un prodotto con campagne pubblicitarie diverse nei diversi mercati. L’automotive investe molto in pubblicità e gli ingenti budget permettono ciò che in altri settori sarebbe irrealizzabile.
Volkswagen sta lanciando in questi mesi la nuova versione della Passat, modello storicamente forte nel portafoglio prodotti aziendale. Propongo il confronto tra lo spot statunitense e quello italiano. Trovo che l’arretratezza di un certo conservatorismo pubblicitario italiano emerga pienamente dal confronto tra lo splendido slancio creativo americano e la mite, prevedibile versione nostrana.

I 30 secondi trasmessi il 6 febbraio durante il Super Bowl attraggono per ironia, sceneggiatura, colonna sonora. Lo spot si imprime indelebilmente nella memoria. E’ peraltro una parodia costruita ottimamente, perché richiama al 100 % e con gusto il film Guerre Stellari senza però farsi prendere dalla mano, tanto da invogliare a vedere (o rivedere) il lungometraggio. Lo spot italiano, pur essendo probabilmente adatto al target di riferimento (non a caso si promuove la versione wagon), è privo di pathos e non è facilmente memorizzabile. La colonna sonora a tinte neutre e il claim ibrido non facilitano un giudizio pienamente positivo. Eppure spesso questo è il livello degli spot automotive italiani, tanto che una domanda sorge spontanea: siamo certi che simili livelli di standardizzazione creativa possano promuovere le vendite?

USA:

Italia: