prima sessione:
"Comunicazione e unità - le persone"
Relazione e condizionamenti
Giuditta Marvelli
Giornalista in un grande quotidiano italiano. É esperta in problemi economico finanziari.
Il lavoro da noi è inteso in modo assolutamente totalizzante: è il
tutto della vita. Per poter avere incarichi di responsabilità bisogna
accettare per forza orari senza soluzione di continuità, senza sabati,
né domeniche o altre feste comandate. Cercare di vivere una vita
completa, dove ci sia spazio per la famiglia, per altri interessi ed
esperienze al di fuori del lavoro, mi taglia fuori da percorsi di
carriera. Vivo quindi una continua sfida per dare il meglio di me nel
lavoro che amo molto, ma anche per le altre realtà (…)
Soprattutto il ritorno dopo la maternità è stato uno dei momenti più
duri: mi sono ritrovata a vivere di nuovo otto nove ore al giorno per
mantenermi in gioco nel lavoro, con tutte le difficoltà pratiche e i
sensi di colpa inevitabili in chi lascia a casa un bambino piccolo. Mi
sono ritrovata del tutto nelle parole di Chiara di questa mattina su
Gesù Abbandonato, il perdente per eccellenza. Anch’io mi sono salvata
così. Ho pensato che, se accettavo fino in fondo di vivere questa
contraddizione, potevano nascere dei frutti in futuro, se non per me,
per altri o altre nella mia stessa condizione. Adesso ho come la
sensazione che stia germogliando qualche piccola cosa. Sto vedendo, per
esempio, che lo spazio che mi sono ritagliata su argomenti economici
molto tecnici mi da comunque una visibilità e una competenza esclusiva
che viene ritenuta importante, e vedo che anche gli altri, tutto
sommato, stanno guardando a questo mio modo di vivere con un certo
rispetto.