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terza sessione:

"Comunicazione e unità - le prospettive"

Globalizzazzione e mondo unito

3s-stefaniatStefania Tanesini
Laureata in lingue moderne, ha fatto esperienze professionali presso un'agenzia di traduzione e redazione di siti Internet, in rapporto con le maggiori "software-house" mondiali ed in particolare con Microsoft.

Facendo queste esperienze professionali, fin da subito l’universo virtuale e la rete mi hanno entusiasmata, con la loro possibilità di annullare le distanze spazio-temporali, di raggiungere chiunque e in qualunque momento, di esplorare e sbirciare "dentro" qualsiasi realtà. Il senso di libertà era sconfinato, poiché - si sa - la rete è tuttora in gran parte un universo pressoché deregolamentato.(...)

Ricordo ancora l’interesse e la meraviglia mia e dei miei colleghi per la scoperta di un sito che mediante una tecnologia avanzata, offriva al visitatore la possibilità di clonare sul video esseri "virtualmente viventi", dare loro un’identità, un nome, scegliere un comportamento sociale, morale e sessuale, di esserne insomma il "deus ex machina", l’unico padrone autorizzato a deciderne le sorti.
In poco tempo mi sono resa conto che sotto la copertura del gioco poteva nascondersi qualcosa di più sottile, di subdolo: queste "creature" fungevano quasi da cavie per il visitatore, il quale poteva, in loro, vivere o provare una vita diversa, ai confini della realtà, ed immergervisi totalmente.
Decidendo di interrompere le visite a questo sito mi si è spalancato davanti agli occhi un orizzonte etico nuovo della rete, fino a quel momento mai considerato, ed ho iniziato a valutare e ad utilizzare questo strumento in modo diverso, operando spesso scelte in quest’ottica.(...)

Così è stato anche quando è arrivata come un ciclone la moda delle chat-line tematiche: io ed un’altra mia collega abbiamo iniziato a prendere parte ad una che trattava argomenti di tipo medico. Un altro mio collega era stato “catturato” da una chat in cui veniva incoraggiata la più assoluta ambiguità morale oltre all’uso di una violenza di tipo razzista: sentivo che non potevo restare a guardare, ma che dovevo fare qualcosa.
Ed è stata la rete stessa a venirmi in aiuto con la promozione gratuita, proprio in quel periodo, di uno dei tanti strumenti che permettono di dialogare on-line, in tempo reale, con un gruppo di persone che decide di mettersi insieme per comunicare.
Sfruttando l’onda di questa nuova tendenza della rete, abbiamo iniziato a scriverci, raccontandoci di noi, scherzando o parlando dei nostri problemi. Quasi naturalmente, questo dialogo è uscito dallo schermo e le pause-caffé sono così diventate occasione per raccontarci dal vivo - e non digitare! - ciò che vivevamo. Con tanti è nato così un dialogo profondo in cui scoprivamo di avere interesse per la "vera" vita e le situazioni gli uni degli altri.

Ma non è finita: anche se in ufficio i rapporti stavano cambiando, sentivo che dovevo essere coerente fino in fondo e non accettare o praticare l’uso indiscriminato di Internet.
Un esempio: da sempre in questo ambiente è prassi comune consultare e scaricare programmi, giochi e altro materiale dai siti contrassegnati come "warez", veri e propri paradisi degli hackers, da cui è possibile scaricare tutto ciò che la rete offre di piratato, rubato, senza licenza.
In questa scelta vengo aiutata da una collega che condivide con me ideali e stile di vita. Ci ricordiamo a vicenda che l’onestà è sempre un valore, anche in questa dimensione virtuale. Decido quindi di applicare dei filtri alla mia casella di posta elettronica per evitare di ricevere "spazzatura".

Dopo diversi mesi uno dei miei capi si accorge della cosa e me ne chiede il motivo: rispondo che per me la trasparenza, l’onestà anche in questo campo, costituiscono un punto fondamentale per la realizzazione, partendo dal mio piccolo, di una società migliore, con valori autentici. Non posso non agire di conseguenza.

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