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varie

di Maristella  Cavallo

La poltrona dell'imperatore

Lise MeitnerUn trono: sul trono, l’uomo ed imperatore Hirohito; sotto, Hiroshima , Nagasaki e tutto il mondo, in fiamme.

Ma a tutt’altro pensava la ragazzina Lise Meitner, che verrà duplicemente derubata dei suoi meriti di scienziata: primo, per un Nobel mancato, senza neppure il riconoscimento morale di quel premio da parte del suo compagno di ricerche; secondo,  perchè con dolore vide i suoi studi  immediatamente applicati a risolvere le brutture della belligeranza umana, che pretende di fare la Storia, la quale è  compluvio delle storie dei singoli.

di Maria Rosa Logozzo

Una democrazia dei sondaggi?

Ieri Ilvo Diamanti scrivendo della ‘democrazia del privato’, ha riassunto il dibattito di questi giorni circa le dinamiche odierne, bidirezionali, tra sistema mediatico e sistema politico.

(…) in molti paesi occidentali la politica si è personalizzata, insieme ai partiti. I quali hanno rimpiazzato l' ideologia con la fiducia nella personalità del leader; l' organizzazione e la partecipazione con il marketing e la comunicazione.

di Nedo Pozzi

Giordani comunicatore

(Conversazione tenuta il 18 aprile 2009 nel corso del convegno di NetOne Italia )

Ventinove anni fa Igino Giordani lasciava questa terra.
Giordani è un personaggio estremamente poliedrico, ma oggi lo guardiamo soprattutto come comunicatore a servizio di un grande ideale: l’umanità come famiglia.

Il suo impegno come uomo dei media è impressionante: 4000 articoli su 49 organi di stampa italiani e di altri paesi, fondatore di varie testate, direttore di due quotidiani e di 10 periodici, autore di oltre 100 libri (una media di quasi due all’anno) per un totale di 26000 pagine, tradotte nelle principali lingue, senza contare i saggi, gli opuscoli, le lettere, i discorsi.

di Maria Rosa Logozzo

La speranza cambierà il mondo con la creatività dell’amore

(Testo della conversazione tenuta all’Universidad Santo Tomás di Bogotà il 26 Novembre 2008)

altNiente di importante è mai accaduto in questo Paese se non quando qualcuno, da qualche parte, è stato disposto a sperare. Ci sono persone disposte a lottare quando si sentono dire ‘No, non potete’, e loro rispondono invece ‘Sì, noi possiamo’ (…) ecco cos’è la speranza” .
Sono parole di Barack Obama del febbraio scorso, quando ancora la sua pareva una speranza utopica.
Il suo “Yes, we can” è stata una forza che ha trascinato e ha cambiato l’opinione pubblica di un Paese come gli USA. La sua speranza è riuscita ad accendere altre speranze.

di Lella Siniscalco

Lontanissimi e presenti: nessuno ci è estraneo 

(Intervento tenuto nel corso del terzo meeting online  di Comunicare per un mondo unito del 26 luglio 2008)lella siniscalco

 In un Grande Dizionario della Lingua Italiana in 24 volumi, della fine anni ’70, inizi ’80, i termini multicultura, multiculturalità non esistono. Così in altri dizionari in altre lingue, di quel periodo. Quindici anni dopo leggiamo che “il termine di multiculturalità indica un dato di fatto: l’esistenza, su un territorio, di molteplici culture, e con interculturalità si intende un progetto di interazione tra le parti”. Così scriveva nel ’98 il sociologo Alessandro Bosi.

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  • LA FOTO - Foto d'epoca
    :roll: Bella la foto,si vede che era un'epoca da v...
    06.01.12 11:56
    di raffaello carli

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