di Michele Zanzucchi
La Parola e le parole. Comunicare è essenziale
(Intervento tenuto nel corso del XV meeting online di Comunicare per un mondo unito del 14 ottobre 2011)
Affrontiamo un tema che per i comunicatori è essenziale. Quello della Parola, con la maiuscola, cioè Gesù come Verbo del Padre, modello possibile e orizzonte di pensiero e di etica per chiunque lavori nella comunicazione, al di là del proprio credo e del proprio ambiente di lavoro.
Ma anche quello delle parole, con la minuscola, che rappresentano, che simboleggiano tutti gli strumenti del nostro lavoro, tutto un mondo come quello mediatico che invade sempre più le giornate di ogni uomo sulla terra.
Steve Jobs è morto, e taluni lo hanno osannato come un profeta del futuro prossimo venturo. Anzi del presente che riassume il passato e indica il presente. Al di là delle esagerazioni e delle emotività – Jobs non era un profeta ma un visionario, industriale e artista nel contempo, un capitalista illuminato – mi sembra che la sua figura indichi bene come le parole debbano essere veicolate, e che il veicolo sia altrettanto importante delle parole veicolate. Ma questo veicolo non può mai prendere il posto della Parola, con la pi maiuscola, pena lo svuotamento di ogni comunicazione.