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		<title>La riforma sanitaria di Obama - 3</title>
		<description>Discussione La riforma sanitaria di Obama - 3</description>
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		<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 04:12:33 +0100</lastBuildDate>
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			<title>Ma chi critica Obama?</title>
			<link>http://www.net-one.org/archivio/articoli/varie/723-la-riforma-sanitaria-di-obama-3.html#comment-481</link>
			<description><![CDATA[Non é nuova la critica di vasti settori economici statunitensi alla politica economica del presidente Obama. La difesa del libero mercato a oltranza in realtá é alquanto strana, se non interessata. I critici dell'intervento dello stato nel mercato, di solito per correggere storture o ingiustizie, se pensiamo che una quarantina di milioni di persone negli USA potranno accedere alla sanitá, dimenticano alcune cose. la prima é che usando la stessa misura e lo stesso criterio, andrebbero allora cancellati gli ingenti sussidi che ricevono gli agricoltori di vari settori, come quello dei cereali. E non sarebbe una cattiva idea, perché in tal caso il riso sussidiato che inonda il mercato di Haití dovrebbe cercare altri sbocchi, e non continuerebbe a distorcere il mercato internazionale dei cereali dando nueve chances ai paesi a produzione agricola del Tero Mondo. L'altra cosa che dimenticano i fautori del libero mercato a doppio standard, é che la piú gigantesca manovra di sussidio del mercato negli USA si attua via il budget assegnato alla difesa. Per il 2010 sono previsti 680 miliardi di dollari, che in gran parte faranno l'agosto di compagnie come la RayTheon, impresa produttrice dei missili "tomhawk", - che ha appena sistemato nel governo USA di Barack Obama a tre ex dirigenti, uno come sottosegretario alla difesa, per intendeci colui che disporrá della spesa del ministero -, ecc. Tra l'alro, se si sommano i budget dell'intero settore la somma totale arriva intorno ai 1200 miliardi di dollari. Alcune aziende del complesso militare e industriale statunitense hanno aumentato il fatturato in poco tempo del 4o-50%. Sono livelli che nel settore civile costituiscono un sogno. Ossia, senza lo stato, e nel caso specifico senza la "guerra globale contro il terrorismo", questo settore che da lavoro a milioni di statunitensi, non potrebbe contabilizzari guadagni cosi lauti. Dunque un doppio standard per un discorso che in realtá difense interessi. Si tratta del pacchetto di idee professate dal neoliberismo ma che da tempo é chiaro che valgono solo per alcuni, non per tutti. L'intero Occidente ricco, mentre predica il mercato libero, ha sussidiato i propri prodotti al ritmo di quasi 1 miliardo di dollari al giorno (300 miliardi annuali), facendosi beffe delle disposizioni dell'Organizzione Mondiale del Commercio. Mi pare allora che il dibattito in corso negli USA é una buona occasione - e Krugman e J. Stiglitz ne sono un esempio - per rimettere in discussione: cosa si intende per libero mercato e qual'é il ruolo dello stato nell'economia.]]></description>
			<dc:creator>Alberto Barlocci</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 23:05:27 +0100</pubDate>
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