congresso 2004
ICT & new media
intervento di Sergio Rondinara
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| intervento di Sergio Rondinara |
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Sergio Rondinara Non voglio entrare nei dettagli di queste forme di asservimento, ma dato che siamo in un convegno sulla comunicazione permettetemi una breve considerazione sui media . L'azione dei media ha provocato una radicale trasformazione del comunicare, ma lo ha fatto in un'ottica sempre più strumentale. Non voglio demonizzare i media - che se gestiti con accortezza possono contribuire ad elevare il livello della civiltà umana - ma è ben evidente come essi abbiano prodotto una progressiva spettacolarizzazione del mondo, dove una persona non vale per ciò che è ma per come si esibisce. In termini più generali i media hanno tendenzialmente veicolato nel contesto sociale l'implicita riduzione di ogni cosa al suo apparire. Una cosa vale in quanto appare; una cosa è quello che è unicamente in quanto appare.
Torno all'argomento
dell'asservimento già accennato. Questo asservimento della persona umana non
dipende certamente dalla natura del sapere tecnico-scientifico, quanto
piuttosto da fattori ideologici ed economici che hanno condizionato e
continuano a condizionare la crescita culturale delle nostre società. Il modo
in cui abbiamo gestito nelle nostre società industriali l'impresa tecnologica,
ha avuto un ruolo determinante nel generare quei problemi di asservimento della
persona umana sopra citati e nei quali oggi c'imbattiamo. Questa situazione ci
spinge ad un ripensamento e ad una riformulazione delle motivazioni del lavoro
tecnologico in quanto oggi la questione fondamentale, per chi opera in tale
settore, non è tanto di dominare gli eventi naturali per ottenere una migliore
qualità della vita - come era stato nel passato -, bensì di minimizzare le
conseguenze negative di tale dominio. C'è una sfida che oggi la società civile
lancia all'impresa tecnologica: è la richiesta di contribuire ad assicurare le
condizioni necessarie per la sopravvivenza umana riducendo e controllando
quegli aspetti negativi di asservimento scaturiti dal suo stesso sviluppo.
Oggigiorno assistiamo ad un sempre maggior controllo sull'impresa tecnologica
da parte di forze politico-economiche e la comunità tecnico-scientifica è
chiamata a soddisfare una grande varietà di richieste: si va dal soddisfare i
bisogni umani elementari - cibo, alloggio, salute - al creare profitto e
competitività per l'industria nazionale attraverso le innovazioni tecnologiche;
dal miglioramento della qualità della vita al servire lo stato in vari modi tra
cui la produzione di armamenti sempre più sofisticati. Sono dunque molti, e
irrisolti, i problemi intorno all' impresa
tecnologica , e pertanto non possiamo più considerarla un
evento neutro, un evento cioè non degno di un'attenta e costante riflessione
critica. Tutto ciò ci spinge necessariamente ad un suo ripensamento, a pensarla
cioè in stretta relazione con in concetto di cultura3. La tecnologia, infatti, è immersa
all'interno di relazioni culturali non solo perché i suoi sviluppi sono il
risultato di un contesto economico, politico e sociale, ma anche perché essa
stessa determina, suggerisce, crea nuove esigenze che diventano espressione di
una cultura umana. Dunque evitare che l'impresa tecnologica venga considerata
un evento neutro. L'impresa tecnologica fino a pochi decenni fa poteva essere
considerata uno strumento al servizio della persona umana e dei suoi bisogni, ma
oggi ha ormai assunto i tratti di un potenziale a rischio, potenziale che a mio
avviso va regolato, controllato e orientato secondo una direzionalità
meta-tecnica. Occorre disciplinare e - dove lo si ritenesse necessario - porre
anche dei limiti circostanziati allo sviluppo dell'impresa tecnologica. Non
stiamo forse assolutizzando l'assioma: «dobbiamo fare tutto ciò che è possibile
fare?». Questa necessità, la cui opportunità è stata per anni rimossa nelle
società industriali, apre problematiche nuove e dalle non facili soluzioni
perché mancano complessivamente delle coordinate di riferimento comuni che ci
indichino quali debbano essere i principi etici attraverso i quali regolare il
controllo della tecnologia.
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Prendo per buona la notizia che dopo il nauf...
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