congresso 2004
informazione
intervento di Francisco Canzani
Francisco Canzani
Direttore Ciudad Nueva Uruguay
Sono Francisco Canzani e lavoro come redattore responsabile del mensile "Ciudad Nueva" che si edita a Montevideo, per l'Uruguay ed il Paraguay. Questi due paesi, se ben molto diversi, sono vincolati da legami storici e pure dalle comuni attuali e conosciute vicende dei nostri paesi latinoamericani.
Il 1 Agosto 2004, sarà ricordato in Paraguay come il giorno della più grande tragedia civile della storia del Paese: il devastante incendio in un supermercato di Asunción, chiamato Ycua Bolaños, che è costato la vita a più di 500 persone (tra morti e scomparsi). Il numero delle vittime potrebbe essere stato molto più ridotto se l'edificio commerciale fosse stato costruito secondo le norme di sicurezza e, soprattutto, se non ci fosse stato il comando, partito dai responsabili del supermercato, di chiudere tutte le porte, per evitare -pensavano- eventuali furti da parte dei clienti.
La sciagura ha risvegliato risorse di solidarietà prima mai viste in una società profondamente segnata dalla corruzione e dal forte divario tra ricchi e poveri. La gente si è riversata sulle strade per aiutare e lenire, per quanto possibile, il dolore dei familiari delle vittime e dei sopravissuti.
Ci siamo chiesti con i colleghi di Ciudad Nueva come affrontare una notizia del genere. Davanti a tale ingiustizia avevamo lo struggente impulso di segnalare ed accusare, con la stessa forza dei fatti, persone corrotte, risultato di un sistema economico-sociale che è sempre dalla parte dei potenti. Allo stesso tempo, ci è venuto in evidenza che c'erano questi altri fatti, assai significativi, sui quali nessun mezzo metteva l'acento, e che costituivano delle risposte valide a tanta pazzia, però di segno positivo e costruttive,.Il dilemma era chiaro: continuare a mettere in evidenza -senza omettere la dovuta denuncia dell'ingiustizia-, i fatti straconosciuti da tutti, ripetuti fino alla stanchezza, la cui notizia finiva per non cambiare niente; o caricare piuttosto le tinte sulla risposta unanime d'un popolo generoso.
Ne abbiamo parlato a lungo nel Consiglio di Redazione e, dopo molto riflettere, abbiamo deciso di segnalare, alla luce di quanto accaduto, ascoltando le voci che venivano dalla tragedia, le sfide che il popolo paraguaiano doveva affrontare da quel momento in poi. Sfide di consolidamento della precaria democrazia, di lotta contro la corruzione, di fomentare il dialogo nazionale, di ricerca di nuove strade da percorre per superare la povertà e la sottomissione. Abbiamo aggiunto, poi, testimonianze di tante persone che, con gesti eroici, o con normali atti di solidarietà, avevano fatto vedere modi culturali molto distanti da quelli che avevano motivato le autorità dell'Ycua Bolaños a chiudere i cancelli: più umane, più giuste.
I nostri articoli sono stati molto apprezzati proprio perché siamo stati tra i pochi mezzi che si sono fatti veicoli delle domande che emergevano dal comune della gente: che senso ha quello che ci è successo? Cosa dobbiamo cambiare? Come possiamo crescere come nazione?
E' stata una scelta editoriale
meditata e nata dal dialogo e dall'accordo tra colleghi, che continuiamo
costantemente ad approfondire.
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