| Il comunicatore, uomo del dialogo? |
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| Domenica 07 Novembre 2004 12:00 | |||||||||||||||||||||||||||||
Pagina 1 di 10 Il comunicatore, uomo del dialogo?
tavola rotonda condotta da Piero Damosso
Tavola rotondaNedo Pozzi
Siamo ora arrivati al momento della tavola rotonda con personalità
internazionali appartenenti al mondo dei media, Piero DamossoHo il piacere di presentare le personalità che interveranno alla Tavola Rotonda: il teologo Piero Coda , professore di Teologia Trinitaria alla Pontificia Università Lateranense, presidente dell' Associazione Teologica Italiana e segretario della Pontificia Accademia di Teologia, autore di numerose pubblicazioni. Tra i suoi lavori c'è da segnalare il libro scritto a quattro mani con un grande giornalista televisivo italiano, Sergio Zavoli, dal titolo Se Dio c'è . Ricordiamo anche che con questi amici, con queste personalità provenienti dal mondo delle Scienze delle Comunicazioni, del Cinema, della Televisione, dell'Informatica, dell'Editoria, del Giornalismo, noi discuteremo sul tema: "Il comunicatore uomo del dialogo". Abbiamo con noi il regista Alessandro D'Alatri , autore di film molto importanti, ricordiamo il suo primo film A mericano Rosso , che diede la possibilità a D'Alatri di vincere il David di Donatello; è stato poi l'autore de I Giardini dell'Eden, di Senza Pelle e del famosissimo Casomai, un film sulla famiglia e sulle dinamiche della coppia nella società di oggi. Attualmente sta curando la post-produzione del suo ultimo film, di cui poi ci parlerà lui stesso. Sono con noi anche Ela Gandhi , nipote del grande Mahatma, vive in Sud Africa da molti anni, giornalista ed editrice di testate giornalistiche: Clarence Gilyard , attore di cinema e di televisione molto noto negli U.S.A insegnante di teatro; José Antonio Peralta, informatico, è docente all'Università di Salta in Argentina. Infine, un giornalista che rappresenta questa categoria importante nel mondo della comunicazione globale di oggi, Cemal Usak, vicepresidente della Fondazione Giornalisti e Scrittori Turchi. Entriamo subito nel tema che ci è stato assegnato, un tema strategico, oggi: Il comunicatore uomo del dialogo, strategico proprio perché nello scenario della globalizzazione i comunicatori sono chiamati a dare la loro professionalità proprio nel favorire il dialogo tra le persone e tra i propoli.
Basta ricordare molto
rapidamente come questa dimensione del dialogo, dell'impegno sociale degli
operatori dell'informazione, oggi significa anche concretamente rischiare la
vita. Ricordiamo, purtroppo rapidamente, ma secondo me è importante almeno
questa annotazione, che sono trenta i giornalisti morti nel conflitto in Iraq.
Trenta giornalisti di tutto il mondo. E questa è una notizia che accompagna il
processo di globalizzazione, che spinge i giornalisti a viaggiare molto di più
che in passato e dopo l'11 settembre noi sappiamo che il mondo è molto meno
sicuro di prima. Questo si trasmette inevitabilmente in rischi per la vita di
chi deve raccontare la realtà, come i giornalisti.
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