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Rubriche

di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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di Thomas Klann

Implicazioni delle nuove visioni da drone

 

Loppiano, il College - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riflettevo in questi giorni su come ci si stia avviando a un nuovo modo di veder le cose, da nuove prospettive.
Fino a qualche tempo fa eravamo abituati a una visione in un certo senso 'dal nostro orizzonte', ad esempio c'era un cielo, una terra e qualcosa in mezzo, come una casa, un castello o una persona.
Ora possiamo vedere dall'alto, dalla prospettiva di un uccello, di un aereo, di un elicottero.
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di Thomas Klann

Se tutto è perfetto, dove rimane la fantasia?

 

Di notte a Venezia - foto di Javier Garcia

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Oggi è facile scattare foto, lo facciamo tutti, con il cellulare, con la macchina fotografica, con la telecamera... ma quando una foto è di qualità?
Cosa fa la qualità di una fotografia?
E qui vi chiedo perdono in anticipo se devo dare un po' di numeri :-).
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prima sessione:

"Comunicazione e unità - le persone"

Relazione e condizionamenti

1s-josempJose Maria Poirer
Giornalista, esperto di cinema e letteratura, vive a Buenos Aires dove collabora con i maggiori quotidiani argentini. Dirige la rivista culturale "Criterio" ed è direttore del Museo del Cinema di Buenos Aires. 

 

1sessione Affrontiamo in questa prima sessione, il tema dei rapporti e dei condizionamenti. La comunicazione richiama sempre i rapporti, che potranno essere positivi e costruttivi o meno, almeno in una certa misura, a seconda di come è impostato il nostro lavoro, il nostro impegno. Un lavoro che non pochi sentono come una vocazione, direi anche missione se la parola fosse capita nel senso giusto. Per quanto riguarda i condizionamenti questi sono tanti e sono così inevitabili che spesso si ha il diritto di dubitare quanto l’informazione offerta dai mass media rispecchi la realtà o la nasconda. Cioè, nel bene o nel male, quello che noi sappiamo della realtà sociale il più delle volte è quello che ci trasmettono proprio i mezzi di comunicazione. Allo stesso tempo ignoriamo quasi completamente la realtà che loro tacciono. In questo senso forse lo sbaglio più grave è l’ingenuità, tanto nel senso di credere tutto quello che i mass media possono offrire, come nel rifiutarli in tutto. Se si vuol capire qualcosa probabilmente è più utile essere attivi, critici, come del resto succede in tutte le discipline e le attività. (…)


Alcuni studiosi credono che con la crescita costante delle comunicazioni sociali si stia creando perfino un altro tipo di civiltà, più immediata e più universale secondo alcuni, più ingiusta e caotica secondo altri. L’irruzione dell’immagine e più recentemente di tutte quelle che vengono chiamate le nuove tecnologie, stanno incidendo non solo nella quantità e nei modi dell’informazione, ma anche negli stessi rapporti sociali e nello stesso modo di percepire il mondo e di vivere in esso. In sintesi, i mezzi di comunicazione stanno cambiando e stanno rielaborando la nostra cultura.


Credo che se noi guardiamo i condizionamenti in questa prospettiva, bisogna aver presente che, almeno per il giornalista sono in gioco tre fedeltà: la fedeltà al pubblico; la fedeltà alle fonti di informazione; la fedeltà alla pubblicità. Toccherà all’etica dirci come porci in ogni situazione, perché sta di fatto che senza uno di questi tre elementi e la conseguente fedeltà a loro, non c’è più giornalismo oggi. Se al posto della pubblicità ci possono essere istituzioni politiche, aziendali, religiose, secondo me non cambia sostanzialmente il tema dei condizionamenti.


Chiara Lubich, stamattina, nel suo intervento ci ha offerto molteplici spunti su vari argomenti che riguardano questo tema e sui quali, penso: si dovrà tornare più volte, da diverse angolature ad approfondire i contenuti e a far scendere queste idee, queste suggestive intuizioni nel quotidiano. Le esperienze sono per noi il modo di cercare di calarci nel concreto, come Chiara ha accennato.

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