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Rubriche

di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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di Thomas Klann

Implicazioni delle nuove visioni da drone

 

Loppiano, il College - foto di Thomas Klann

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Riflettevo in questi giorni su come ci si stia avviando a un nuovo modo di veder le cose, da nuove prospettive.
Fino a qualche tempo fa eravamo abituati a una visione in un certo senso 'dal nostro orizzonte', ad esempio c'era un cielo, una terra e qualcosa in mezzo, come una casa, un castello o una persona.
Ora possiamo vedere dall'alto, dalla prospettiva di un uccello, di un aereo, di un elicottero.
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di Thomas Klann

Se tutto è perfetto, dove rimane la fantasia?

 

Di notte a Venezia - foto di Javier Garcia

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Oggi è facile scattare foto, lo facciamo tutti, con il cellulare, con la macchina fotografica, con la telecamera... ma quando una foto è di qualità?
Cosa fa la qualità di una fotografia?
E qui vi chiedo perdono in anticipo se devo dare un po' di numeri :-).
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Film maker a confronto: immagini da culture in dialogo.
Cinema e televisione come strumenti di conoscenza tra gli uomini e tra i popoli
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José Maria Poirier
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Stijn Coninx
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Tristan Bauer
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Sunta Izzicupo
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Piero Coda
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Susanna Tamaro

TAVOLA ROTONDA - 2°parte

con commenti ai film e domande
condotta da José Maria Poirier

- dopo la proiezione di due sequenze di film di Stijn Coninx -

Stijn Coninx

Il primo film tratta di una storia che ha luogo nel 1969, riguarda un padre e sua figlia. Lui ha un grosso problema, beve. La ragazza non capisce perché lui beva. La storia riguarda questa ragazza che cerca di capire che cosa succede nel mondo. Lui smette di lavorare. Ed un giorno lei deve fare la prima Comunione e dice: se tu smetti di bere io farò la Prima Comunione. E' dunque la storia di questa ragazza, di questa bambina che cerca di capire com' è la vita e alla fine padre e figlia si capiscono.

 

Il secondo film si intitola Dance , è una storia della fine del XIX secolo in Belgio, riguarda un sacerdote che lotta per migliorare la condizione dei lavoratori, e soprattutto la situazione del lavoro minorile. Si basa su una storia vera, su una storia che ha un aspetto politico. Prima che il film fosse mostrato nei teatri nel Belgio, siamo venuto a Venezia, al Festival e poi abbiamo avuto una visione per i membri del parlamento in Belgio perché loro erano molto curiosi di vedere quale parte politica risultasse vincitrice, in questo film. Ma stranamente non ci sono stati vincitori, l'unica cosa che abbiamo cercato di fare- dico noi, perché questo tipo di film si fa con una squadra, quindi non sei una persona soltanto con la sua opinione, devi trovare una squadra che ci creda, devi avere un produttore, gli attori, tutti coloro che lavorano, che credono nella storia- abbiamo cercato di raccontare questa storia mettendo in luce il fatto che quando c'è miseria non hai mai l'opinione giusta, non hai mai ragione, devi soltanto reagire in qualche modo. 

Tristan Bauer

Anzitutto vorrei fare un commento al mio amico Bernabei, quando ha manifestato il suo modo di considerare il cinema d' autore. Non sono d'accordo con quello che lui a detto, perché come autore di film devo dire che per me il cinema d' autore è una meraviglia, perché il cinema d' autore degli altri paesi ha commosso tutto il mondo, appartengo a una generazione che è anche la generazione dei miei genitori e quella che sarà dei miei figli, che ci siamo formati con il cinema di Benigni, con il cinema di Visconti, con il cinema di Pier Paolo Pasolini, De Sica, Monicelli, e con tanti altri che con la loro visione particolare del mondo, dell'arte, ci insegnano e ci commuovono. Io sono sicurissimo che fra cento, duecento anni quando ricorderemo il cinema italiano, non lo ricorderemo per le ore delle trasmissioni televisive, ma lo ricorderemo per gli autori meravigliosi che lo hanno reso famoso. E condivido invece con te che non credo a quel cinema , che fanno molti, che non sono artisti, e che rimangono richiusi in se stessi e che fanno un cinema senza significato.

Quello che vedremo adesso invece è il mio ultimo lavoro. E' un film che non è ancora concluso, quando finisce il convegno andrò a Madrid per fare gli ultimi ritocchi. E' un film, una fiction molto tragica per noi Argentini. Circa più di vent'anni fa il mio paese era governato da una dittatura militare, una dittatura che ci ha fatto vivere tremendi orrori e che si è conclusa con una guerra. Se tutte le guerre sono ingiuste, io credo che questa guerra, la nostra guerra, per come si è sviluppata, per come si è svolta è stata veramente la più ingiusta di tutte.

E' curioso il fatto che il nostro cinema, per seguire l'idea del cinema bellico che è molto diffuso, non si è mai avvicinato a questa realtà, non se ne è mai parlato, c'è solo un film, questo mio, che si chiama " I bambini della guerra" e che narra i vari eventi della guerra. Oltre questo non si è mai fatto altro che parlasse di questo evento. Questo film è la vita di uno di quei soldati che a diciotto anni,- diciotto anni è un'età importante, quando un giovane è pronto a vivere la vita - che è andato alla morte, e questo è il nostro desiderio, narrare la sua vita e vedere la guerra e la prospettiva di questi giovani. Vediamo questo piccolo pezzo poi dopo possiamo discutere.

- Proiezione del film -

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Suonare piano solo perché questo dice la partitura può forse esser segno di modestia, ma rappresenta anche un peccato di omissione. Un musicista deve sempre porsi tre domande: perché, come e per quale scopo. L'incapacità o la riluttanza a porsi tali domande sono sintomatiche di una sconsiderata fedeltà alla lettera e di un inevitabile tradimento dello spirito.
Daniel Barenboim

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