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Rubriche

di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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di Thomas Klann

Implicazioni delle nuove visioni da drone

 

Loppiano, il College - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riflettevo in questi giorni su come ci si stia avviando a un nuovo modo di veder le cose, da nuove prospettive.
Fino a qualche tempo fa eravamo abituati a una visione in un certo senso 'dal nostro orizzonte', ad esempio c'era un cielo, una terra e qualcosa in mezzo, come una casa, un castello o una persona.
Ora possiamo vedere dall'alto, dalla prospettiva di un uccello, di un aereo, di un elicottero.
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di Thomas Klann

Se tutto è perfetto, dove rimane la fantasia?

 

Di notte a Venezia - foto di Javier Garcia

(clicca per ingrandire)

Oggi è facile scattare foto, lo facciamo tutti, con il cellulare, con la macchina fotografica, con la telecamera... ma quando una foto è di qualità?
Cosa fa la qualità di una fotografia?
E qui vi chiedo perdono in anticipo se devo dare un po' di numeri :-).
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Televisione - Documentari: strumenti per il dialogo
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Marco Aleotti 
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Ron Austin
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Filippo Mauceri
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Michele Afferrante
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Sandra Hoggett

TAVOLA ROTONDA

condotta da Marco Aleotti e Ron Austin

Marco Aleotti

In questa prima parte del pomeriggio abbiamo con noi Michele Afferrante e Filippo Mauceri, due amici che hanno avuto un' idea, realizzata poi dalla televisione italiana. Michele Afferrante è un critico cinematografico, lavora come consulente nel programma che faccio per Rai 1, il primo canale pubblico italiano. Invece Filippo Mauceri è uno degli autori di un programma molto conosciuto del principale canale privato italiano, un programma satirico che si chiama Striscia la notizia che ha un grandissimo ascolto. Raccontateci come avete avuto quest' idea, mi pare, stando in montagna in vacanza.

Filippo Mauceri

Sì, abbiamo avuto questa idea in quel posto magico che è quasi sempre la montagna: proprio davanti al Monviso in Valle Po. Io e Michele ci conosciamo da parecchi anni, il nostro è stato un incontro legato al cinema, legato principalmente ad Ermanno Olmi e alla sua scuola, che si trovava in quegli anni a Bassano Del Grappa, Ipotesi Cinema.
L'idea che ci è venuta ha preso subito il titolo di ll senso della vita. E' un titolo impegnativo, si può ben capire:parlare della vita. E parlarne attraverso l'esperienza di altri autori, almeno questa è stata l'idea, all'inizio: cercare di incorniciare dei momenti che potevano provocare una riflessione, in un contesto particolare come quello della televisione.

Marco Aleotti

In pratica voi avete avuto l'idea d'interrompere il flusso televisivo con dei piccoli segmenti.

Filippo Mauceri

Dei frammenti, dei segmenti, appunto. Il riferimento principale poteva essere il cinema, perché la nostra collaborazione nasce da un contesto cinematografico. Ma poi ci siamo aperti ad altro, nel senso che abbiamo anche prodotto delle cose in maniera autonoma. Un passo ulteriore è stato quello di ricuperare dei frammenti dalla stessa televisione.
La poetica del nostro format, Il senso della vita, è quella di entrare all'interno dei palinsesti, con delle immagini, con dei segmenti che possano fare riferimento a pensieri, a emozioni, comunicare un senso della vita, un punto di vista sulla vita. Suscitare una riflessione ulteriore riguardo ad argomenti che di volta in volta all' interno dei programmi sono trattati; dando una visuale particolare, laterale, del problema. Attraverso questo tentiamo in qualche modo di dire che non c'è un unico orizzonte di senso, ma l'orizzonte di senso si spezzetta di volta in volta, diventa parziale, e si arricchisce.

Marco Aleotti

Voi praticamente avete tradotto in video, come dire, un aforisma letterario, questa è l'idea. Il contesto del programma in cui erano inseriti gli esempi che vedremo, è quello di un talk-shaw .

Filippo Mauceri

Sì. Noi abbiamo avuto l'opportunità di incontrare Paolo Bonolis, attualmente il personaggio più in vista della televisione italiana, quasi più di due anni fa. In quel momento, lavorando insieme per Striscia la notizia, gli ho fatto vedere una sorta di " pilota ". Bonolis subito ha visto il significato di questa cosa, e ha voluto utilizzarla per un programma che veramente era uno show abbastanza trash, se vogliamo, su Canale 5 e quindi è stata l'occasione di collocare queste pillole di aforismi visivi all'interno di questo programma. La sua è stata un'intuizione molto interessante. Che ha voluto riproporre nel talk-shaw che lui stesso ha condotto lo scorso anno per Rai Uno, in onda la domenica pomeriggio e gli ascolti sono stati molto buoni, nonostante noi fossimo posizionati alla fine dei blocchi, diciamo, del programma vero e proprio, quindi a ridosso della fascia pubblicitaria. Nel nostro segmento abbiamo retto benissimo.

Marco Aleotti

Il primo che vediamo dove era inserito?

Filippo Mauceri

E stato inserito, nel programma dello scorso anno di Domenica in, all'interno di uno spazio dedicato all'essere mamma: cioè, questa trasmissione seguiva per 9 mesi l'evoluzione di una donna incinta, che doveva partorire. In quest'occasione Bonolis ci chiese di volare alto. Allora, tra le tante opzioni, abbiamo pensato di prendere, per questo segmento, una scena da un film che spero molti di voi abbiano visto, di un grande regista cinematografico, Adrei Tarkovsky. Il film è Nostalgia.

Marco Aleotti

Il primo effetto è di disorientamento, da parte del telespettatore, ma penso anche della gente in studio.

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Se dedichiamo la vita all'esigenza di dover piacere e ci dotiamo a questo fine di una maschera affascinante, mostriamo di non credere che saremmo amati per quel che realmente siamo.
(...) Non esiste un individuo che possa veramente piacervi in ogni dettaglio. Questo è il motivo per cui un mondo regolato dal dover piacere è in definitiva una menzogna. Ma esiste una persona di cui possiamo amare ogni dettaglio. Ed è per questo che l' amore è una minaccia per l' ordine del consumismo tecnologico: rende evidente la menzogna.
Franzen Jonathan

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