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Rubriche

di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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di Thomas Klann

Implicazioni delle nuove visioni da drone

 

Loppiano, il College - foto di Thomas Klann

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Riflettevo in questi giorni su come ci si stia avviando a un nuovo modo di veder le cose, da nuove prospettive.
Fino a qualche tempo fa eravamo abituati a una visione in un certo senso 'dal nostro orizzonte', ad esempio c'era un cielo, una terra e qualcosa in mezzo, come una casa, un castello o una persona.
Ora possiamo vedere dall'alto, dalla prospettiva di un uccello, di un aereo, di un elicottero.
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di Thomas Klann

Se tutto è perfetto, dove rimane la fantasia?

 

Di notte a Venezia - foto di Javier Garcia

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Oggi è facile scattare foto, lo facciamo tutti, con il cellulare, con la macchina fotografica, con la telecamera... ma quando una foto è di qualità?
Cosa fa la qualità di una fotografia?
E qui vi chiedo perdono in anticipo se devo dare un po' di numeri :-).
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COMUNICAZIONE, cultura, reciprocità

"Tra silenzio e parola, la luce della comunicazione"

c04-txt_zanzucchiMichele Zanzucchi
caporedattore rivista "Citta Nuova"

Queste brevi e modeste riflessioni vogliono essere uno stimolo all'apertura del dialogo tra di noi. Perché ci sembra che il dialogo debba diventare un vero e proprio metodo di ricerca nel mondo della comunicazione, come d'altronde in ogni altra scienza. Dialogo tra persone che operano in un sentore che "maneggia" cultura, e che talvolta arriva anche a crearla. Ecco, allora, il titolo di questa nostra sessione: "Comunicazione, cultura, reciprocità", dove "reciprocità" sta per dialogo compiuto e attuale.

Ma partiamo di nuovo dal titolo generale del convegno. È innegabile come un elemento di attualità (direbbero i giornalisti), di stimolo (direbbero gli accademici) o di rottura (direbbero i cineasti) del nostro titolo stia nell'avere inserito un terzo elemento, la luce, nel binomio più classico silenzio-parola. Un elemento di attualità, perché ci obbliga ad affrontare i grandi malesseri della comunicazione e le sue prodigiose potenzialità. Da una parte, infatti, i princìpi della comunicazione audiovisiva abusano dei termini legati alla luce - luminoso, illuminante, irraggiante... -, pensando forse che i nuovi media possano fare luce sulla vita quotidiana dell'uomo che li utilizza; ma dall'altra tale abuso, nell'ipermediatizzazione che avvolge l'uomo con rumori, suoni e parole senza fine, è sintomo della perdita di significato e dello smarrimento della profondità umana. Risultato? C'è sì nuova luce in questo XXI secolo incipiente, ma anche una progressiva assenza di chiarezza, di luce appunto, nel pensiero e nella vita dell'uomo e della donna. Gli schermi sono sempre più luminosi, possono essere visti anche in pieno sole, ma ci si dimentica della vera luce, quella solare.

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