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Rubriche

di Thomas Klann

Grattacieli che 'mangiano' le favelas

 

Grattacieli che 'mangiano' le favelas a San Paolo - foto di Thomas Klann

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Recentemente sono stato in Brasile, per motivi di lavoro. Il mio equipaggiamento per le riprese video era composto in maggior parte da “action camera”.
Sono telecamere con dimensioni e peso ridotti, che possono essere montate su un drone, un quadrocopter.
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di Thomas Klann

Il punto di fuga

 

Prospettiva - foto di Thomas Klann

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Riprendo dalle ultime due foto di questa rubrica. Una era presa dall'alto: " bisogna abituarsi a vedere le cose in una nuova prospettiva", commentavo. Perché? Perché in una foto dall'alto non esiste il cosiddetto punto di fuga.
Invece in quella che ho chiamato 'foto macro' esso esiste. Il punto di fuga sottolinea la prospettiva, ma in questo caso è fuori dall'inquadratura. 

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di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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Introduzione ai lavori

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Maria Rosa Logozzo
NetOne  

   

E' mio compito aprire i lavori di questa sessione. Ho pensato di farlo ripercorrendo stimoli, idee, obiettivi del gruppo che l'ha preparata, composto da una ventina di amici, quasi tutti qui presenti. Ci siamo incontrati di persona varie volte e ci siamo mantenuti in stretto contatto via email, condividendo tutto: dai contenuti, alle beghe organizzative, agli stati d'animo.

La strutturazione del programma di questa sessione in tre panel è stata un'idea che ci è venuta in un bel momento creativo di una serata insieme. I tre panel delineeranno alcuni influssi che tecnologia e comunicazione all'interno di organizzazioni operano sulle prospettive culturali, su persona e umanità, su aziende e istituzioni.

Perché facciamo questo Congresso? E' una domanda che ci ha accompagnato durante la preparazione. Di Congressi ce n'è una proliferazione nel nostro campo, e molto più specialistici di questo.

NetOne trae le sue origini dal Movimento dei Focolari che ha come scopo specifico quello di contribuire a riunire l'umanità. NetOne, operando nel campo dei media, dell'ICT e della comunicazione in genere, vuole offrirsi come luogo di incontro e di dialogo propositivo tra coloro che, interessati a questi ambiti, vogliano promuovere, nel loro specifico, una cultura su valori di fraternità quali la solidarietà, la pace, la libertà.

Tutti siamo consci del ruolo strategico dei media oggi, basti pensare a quanto il potere politico, quello economico e il terrorismo stesso si alimentino attraverso la comunicazione mediatica, senza la quale non avrebbero voce né uguale potere. Tutti noi operiamo, più o meno direttamente, su questi avamposti strategici. Alcuni di noi lavorano a veicolare tecnologicamente questa comunicazione e il modo di veicolarla incide sull'efficacia della comunicazione stessa. C'è anche tra noi chi si occupa di progetti software e progetta servizi per clienti, anche il questo caso il modo di veicolare la comunicazione all'interno dei progetti influisce sul prodotto che il progetto realizza. Desidereremmo che questo nostro stare insieme servisse ad acquistare una coscienza maggiore di questo nostro importante ruolo.

A tale scopo ci è parso fossero utili, accanto a momenti in cui approfondire uno o l'altro tema specifico, dei momenti più interdisciplinari - abbiamo inserito spunti di ecologia, politica e economia - che allarghino lo sguardo all'insieme - sempre in un'ottica ICT- e aiutino a individuare le strade sulle quali l'uomo sta dirigendo i suoi passi.

La tecnologia oggi più che mai mette l'uomo nelle mani dell'uomo. La letteratura fantascientifica e futurista ci sta prospettando orizzonti di cybercultura da brivido, che arrivano fino a ibridi uomo macchina e a manipolazioni psichiche e fisiche per assoggettare le masse. La tecnologia dà ricchezza e potere. Che fare? Rifiutarla? Sicuramente no, fa parte del progredire dell'evoluzione storica umana, in sé è qualcosa di molto utile, qualcosa da sfruttare per migliorare la qualità di vita, ma la qualità di vita di tutti gli uomini e non solo quella di pochi. Per questo le potenzialità tecnologiche occorre condividerle così come il cibo o l'istruzione. Solo la condivisione di tecnologia e di sapere, e non i brevetti di una proprietà intellettuale messa al di sopra dei diritti umani per esempio, permetterà di mantenere una pari dignità di uomini e popoli senza la quale non c'è speranza di libertà né di pace.

Un'altra caratteristica del nostro programma sono i fatti e i progetti concreti accanto alle idee. Nel sottotitolo del congresso è scritto :"idee e sperimentazioni". Perché li abbiamo inseriti? Perché i fatti sono importanti tanto quanto le idee. Sono le idee a promuovere i fatti e sono i fatti a convalidare o meno le idee.

Cosa vogliamo ottenere con un programma di questo genere?

Questo working group vorrei paragonarlo ad una 'googleata', alla ricerca di un argomento su web che ci dà una varietà di risultati. Pensiamolo una googleata sull'ICT e sull'organizzazione. I risultati della ricerca sono sempre su più pagine e arriviamo a navigarne poche, ma in genere possiamo ricavarne un sufficiente campione di diversi punti di vista.

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Attraverso il dialogo, fatto camminando insieme, ritroviamo e recuperiamo tre valori che manifestano la dignità della persona umana: la coscienza, la libertà, l'amore.

Carlo Maria Martini

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Grazie a Starkmacher di questo lavoro!

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