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Rubriche

di Thomas Klann

Grattacieli che 'mangiano' le favelas

 

Grattacieli che 'mangiano' le favelas a San Paolo - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Recentemente sono stato in Brasile, per motivi di lavoro. Il mio equipaggiamento per le riprese video era composto in maggior parte da “action camera”.
Sono telecamere con dimensioni e peso ridotti, che possono essere montate su un drone, un quadrocopter.
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di Thomas Klann

Il punto di fuga

 

Prospettiva - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riprendo dalle ultime due foto di questa rubrica. Una era presa dall'alto: " bisogna abituarsi a vedere le cose in una nuova prospettiva", commentavo. Perché? Perché in una foto dall'alto non esiste il cosiddetto punto di fuga.
Invece in quella che ho chiamato 'foto macro' esso esiste. Il punto di fuga sottolinea la prospettiva, ma in questo caso è fuori dall'inquadratura. 

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di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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Panel 1 - prospettive.cultura@ict&newmedia

Giulio Meazzini intervista Giancarlo Livraghi

registrata a Milano il 19 ottobre 2004

c04-txt_livraghiGiancarlo Livraghi
GANDALF

 

 

Meazzini :

Allora www.gandalf.it ... 

Livraghi :

... anche senza www... basta gandalf.it ... ma comunque.

Meazzini :

Giancarlo Livraghi, possiamo definirlo la coscienza critica dell'internet e non solo. Giancarlo chi è Gandalf, chi sei tu?

Livraghi :

Gandalf è un personaggio del Signore degli anelli che ho letto quarant'anni fa... e poi è diventato il nome di una barca a vela... e da lì è nata la storia (che è spiegata nel mio sito). Chi sono io? Lo devo ancora capire. Se un giorno lo capirò... allora vorrà dire che avrò finito.

Meazzini :

Tu hai un sito che è uno dei più interessanti per dare un'occhiata a questo mondo in evoluzione, di questi strumenti di comunicazione moderni, di questa tecnologia ecc. Tu sei ottimista o pessimista su questa tecnologia, che ci insegue, che ci sopravanza, che non ci dà tregua.

Livraghi :

Ma no... la tecnologia è un strumento. Secondo me stiamo facendo un po' troppa retorica sulla tecnologia. E stiamo facendo troppa tecnologia. Le regole fondamentali della tecnologia sono due: la prima è che la tecnologia deve essere al servizio delle persone - e mai viceversa. Si sta facendo un gran viceversa, con risultati pessimi. L'altra è che la tecnologia migliore per ottenere un determinato risultato è la più semplice che ottiene quel risultato. Non è mai la più complicata. Le grandi soluzioni sono sempre molto semplici. Fare le cose complicate è facilissimo, è farle semplici che è difficile.

Meazzini :

Il singolo che si trova di fronte a tutte queste invasioni tecnologiche, diciamo. che prospettive ci sono? Dove stiamo andando. questo mondo. dove stiamo andando? 
Livraghi :

Non dipende dalla tecnologia, dipende da noi. Il mondo? È una cosa molto complicata. Stiamo a parlare di globalizzazione eccetera, ma in realtà siamo in un mondo estremamente disomogeneo, il che per un certo aspetto è un bene perché la differenza è un valore, per un altro aspetto è un male perché ci sono differenze crudeli e differenze ingiuste. Questo è il vero problema. Il problema non è la tecnologia, il problema è cosa ne facciamo. Abbiamo risorse che non avevamo, che usate bene sono molto utili. La gente vive più a lungo perché la medicina, benché non sia affatto perfetta, ci permette di vivere non solo più a lungo, ma anche meglio, quando siamo capaci di usarla e dove è disponibile. 

Meazzini :

E allora scusa. 

Livraghi :

Le risorse ci sono, le stiamo usando bene? Questa è la grande domanda. 

Meazzini :

E allora appunto, TV spazzatura, l'internet piena di pedofili e di pornografia. 

Livraghi :

Allora... la televisione non è spazzatura. Usata bene è un ottimo strumento. La televisione è un'invenzione molto interessante. Stiamo usando la televisione in modo abituale da circa 50 anni. 50 anni nella storia dell'umanità sono niente. Non abbiamo ancora capito cos'è la televisione. È diventata molto ripetitiva, fa sempre le stesse cose. Ma non è colpa della televisione, è colpa di certe cattive abitudini di chi la fa. La televisione è fatta male non perché sia fatto male il televisore o la macchina di ripresa, è fatta male perché è tutto in mano a un salottino di quattro persone che parlano fra loro e non hanno capito, non sanno più assolutamente niente di chi siamo noi. 

Meazzini :

Non sanno niente del mondo vero 

Livraghi :

questi vivono in un mondo a parte, si raccontano quattro balle fra di loro, sono persi, sono isolati dal mondo, saranno anche ricchi, ma sono poveri di spirito, a me fanno pena... ma il danno peggiore è per tutti noi. 

Meazzini :

Invece l'internet? 

Livraghi :

Prima di parlarne... credo di dover rispondere alla domanda che mi avevi fatto prima... ci sono enormi, false e bugiarde, montature su "pornografia" e "pedofilia". In rete, ovviamente, c'è di tutto. Ma è stupido e perverso "demonizzare" l'internet. Ho scritto così tante cose su questo argomento che mi annoierei a elencarle. Le violenze contro bambini e ragazzi sono un male antico, un problema molto grave. Si annidano dovunque... nelle scuole, negli asili, nelle istituzioni, ai giardini pubblici... ma specialmente nelle famiglie. Se quelle perversità, stupidamente, si mettono in rete... offrono una possibilità per essere individuate. Ma è con indagini pazienti, non con grotteschi schiamazzi, che si può arrivare al risultato. Quanto alla pornografia... la storia è antica. Si comincia con le foglie di fico e si finisce con l'imbavagliare ogni opinione sgradita.

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(...) in questo paese le dissertazioni sul colore troppo carico della carta da parati mentre la casa crolla andrebbero in qualche misura più spesso sottolineate. Specie quando - nei casi peggiori - l'esteta della carta da parati ha in mano il martello pneumatico del demolitore.

Massimo Mantellini

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