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Rubriche

di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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di Thomas Klann

Implicazioni delle nuove visioni da drone

 

Loppiano, il College - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riflettevo in questi giorni su come ci si stia avviando a un nuovo modo di veder le cose, da nuove prospettive.
Fino a qualche tempo fa eravamo abituati a una visione in un certo senso 'dal nostro orizzonte', ad esempio c'era un cielo, una terra e qualcosa in mezzo, come una casa, un castello o una persona.
Ora possiamo vedere dall'alto, dalla prospettiva di un uccello, di un aereo, di un elicottero.
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di Thomas Klann

Se tutto è perfetto, dove rimane la fantasia?

 

Di notte a Venezia - foto di Javier Garcia

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Oggi è facile scattare foto, lo facciamo tutti, con il cellulare, con la macchina fotografica, con la telecamera... ma quando una foto è di qualità?
Cosa fa la qualità di una fotografia?
E qui vi chiedo perdono in anticipo se devo dare un po' di numeri :-).
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Panel 2 - persona.umanità@ict&newmedia
c04-txt_ropelatoDaniela Ropelato
MPPU




E-Democracy: non solo tecnologia

Abstract

Nel quadro dei rapidi mutamenti che connotano la società politica, il tema della e-democracy costituisce un nodo critico da considerare con attenzione. La tecnologia informatica sembra avvicinare una nuova stagione di democrazia diretta, segnata dal contributo informato del maggior numero di soggetti sociali al dibattito politico. Ma l'ICT può favorire la crescita di pratiche partecipative e responsabilizzanti e concorrere a rivitalizzare la macro-democrazia d'insieme, se punta a moltiplicare gli spazi delle micro-democrazie primarie. La bussola orientatrice deve restare sempre e comunque il riconoscimento dei legami sociali.

"L'utopia dell' e-democracy " è nata con la Rete. Licklider - uno dei padri di Arpanet - alla fine degli anni '60 affermava che le reti di computer avrebbero operato a favore della democrazia: i cittadini avrebbero potuto far pesare la loro opinione su qualsiasi decisione politica attraverso sondaggi elettronici.

In effetti, Internet si è dimostrata e si dimostra in misura crescente un importante incubatore di nuove forme di partecipazione dal basso alla politica . Sono ormai numerosi gli esempi del peso che ha acquisito la " World Wide Web Generation ". In Gran Bretagna, la rete elettronica è stata ampiamente utilizzata sia dal movimento " Jubilee 2000 " che si batteva per la cancellazione dei debiti contratti dai Paesi in via di sviluppo con la Banca mondiale e con i governi dei G8, sia dai gruppi che hanno dato vita a " Stop the War Coalition " - l'organizzazione indipendente nata durante l'autunno del 2002, mentre a Londra Governo e Camera dei Comuni discutevano sull'intervento militare in Iraq a fianco degli Stati Uniti - che, a metà febbraio 2003, ha portato nelle vie della capitale britannica oltre un milione di persone.
Negli USA, Howard Dean, sfidante democratico alla Casa Bianca poi sconfitto da John Kerry alle primarie, è riuscito a raccogliere contributi per un totale di oltre quaranta milioni di dollari a sostegno della sua candidatura utilizzando quasi esclusivamente Internet. Per la prima volta, un outsider è riuscito ad affermarsi attraverso centinaia di siti indipendenti, weblog, mailing list, newsgroup .

Anche le iniziative dei governi per favorire la partecipazione dei cittadini stanno crescendo. Oggi, l' e-vote è un altro indicatore in crescita dell'utilizzo delle nuove tecnologie (ICT, Information and Communication Technology ) per avvicinare alle persone le strutture e le funzioni fondamentali della democrazia. Come è successo in India, in occasioni delle elezioni generali del maggio scorso, in cui hanno votato via computer presso i seggi elettorali più di 370 milioni di elettori (su un totale di 675 milioni di aventi diritto): un ottimo risultato per la più grande democrazia del mondo.

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sottolineature

Davanti a questo quadro generale della situazione economica (e sociale) italiana, la domanda è evidente: può durare? E la risposta è pure evidente: non può durare.
È inutile argomentare, distinguere, mostrare che una parte del sistema è sano e rigoglioso (...) Qualunque medico attento, responsabile, dice: il sistema è ancora fondamentalmente sano, le parti malate devono, però, essere prontamente sanate se non si vuole che l'infezione si comunichi a tutto l'organismo..

Giorgio La Pira

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