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Rubriche

di Thomas Klann

Grattacieli che 'mangiano' le favelas

 

Grattacieli che 'mangiano' le favelas a San Paolo - foto di Thomas Klann

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Recentemente sono stato in Brasile, per motivi di lavoro. Il mio equipaggiamento per le riprese video era composto in maggior parte da “action camera”.
Sono telecamere con dimensioni e peso ridotti, che possono essere montate su un drone, un quadrocopter.
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di Thomas Klann

Il punto di fuga

 

Prospettiva - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riprendo dalle ultime due foto di questa rubrica. Una era presa dall'alto: " bisogna abituarsi a vedere le cose in una nuova prospettiva", commentavo. Perché? Perché in una foto dall'alto non esiste il cosiddetto punto di fuga.
Invece in quella che ho chiamato 'foto macro' esso esiste. Il punto di fuga sottolinea la prospettiva, ma in questo caso è fuori dall'inquadratura. 

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di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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La strategia del dialogo per una svolta nell'informazione

Introduzione ai lavori          

c04-txt_cotignoliCarla Cotignoli
NetOne



Questa nostra sessione ha un titolo generale:
LA STRATEGIA DEL DIALOGO PER UNA SVOLTA NELL'INFORMAZIONE
In inglese abbiamo tradotto: "Il dialogo, chiave per un nuovo giornalismo".

Può sembrare pretenzioso, perché conosciamo bene quali pesanti condizionamenti politici ed economici gravano sull'informazione, condizionamenti imposti anche dal ritmo sempre più serrato dell'informazione.

Ma questa stessa vostra partecipazione così sorprendente con professionisti di alto livello, colleghi impegnati da anni nel campo dell'Informazione, giovani studenti, rappresentanti della società civile, è un segnale significativo. Che cosa ha spinto tanti a strappare questo tempo al ritmo frenetico del nostro lavoro, ad affrontare la spesa di lunghi viaggi. Se pensiamo solo all'America Latina un viaggio corrispondente a 4 stipendi. E certo la situazione non è diversa se guardiamo alle Filippine. Da quel Paese del lontano Oriente sono arrivati in 30, suddivisi nelle diverse sessioni. 46 dagli Stati Uniti, 17 da Hollywood. Che cosa ci ha attirati qui? La voglia di cambiamento. E sappiamo quanto sia profondamente avvertita dall'intera nostra categoria.

Sono molte ed in diversi Paesi le iniziative sul campo per tentare il cambiamento. Questa è la nostra proposta: la strategia del dialogo.

Crediamo che la dimensione del dialogo sia iscritta nel DNA di ogni uomo. E' la legge di sviluppo dell'umanità. E' la natura stessa della comunicazione. E noi ne siamo protagonisti.

C'è in verità un rapporto costante tra centrali della comunicazione e utente: ma spesse volte non si può certo definire dialogo: l'obiettivo è forgiare l'utente in funzione alle strategie di mercato, in funzione del consumo, degli interessi politici. Qui parliamo di tutt'altro rapporto.

Ieri ci ha telefonato un collega che è qui tra noi. "Vengo per fare un servizio: vorrei prima di tutto saperne di più sul titolo: ‘Il Silenzio e la Parola. La luce. La luce mi interessa". Voglio intervistare qualcuno che mi spieghi.

Sì, è questa la password che proponiamo per entrare nel programma del rinnovamento: "Il silenzio e la parola. La luce". Silenzio che sa farsi spazio di ascolto per poter comunicare quella parola che è luce.

Di certo, in molti, dopo l'ascolto di quanto è stato detto questa mattina, abbiamo sentito risuonare in noi una parola nuova che ha illuminato quella chiamata originaria che è il fascino che abbiamo sentito quando abbiamo scelto questa professione a cui siamo arrivati per le strade più diverse. Così è stato per me quando lo scorso ho sentito le parole di Chiara per la prima volta.

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"Il nostro comportamento, per la sola presenza di un'altra persona, viene modificato, diviene comunicazione. Quindi non è neppure indispensabile che ci siano l'intenzionalità e la volontà di comunicare. La presenza stessa dell'altro informa il nostro atteggiamento."

E. Fiorani

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