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Rubriche

di Thomas Klann

Grattacieli che 'mangiano' le favelas

 

Grattacieli che 'mangiano' le favelas a San Paolo - foto di Thomas Klann

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Recentemente sono stato in Brasile, per motivi di lavoro. Il mio equipaggiamento per le riprese video era composto in maggior parte da “action camera”.
Sono telecamere con dimensioni e peso ridotti, che possono essere montate su un drone, un quadrocopter.
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di Thomas Klann

Il punto di fuga

 

Prospettiva - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riprendo dalle ultime due foto di questa rubrica. Una era presa dall'alto: " bisogna abituarsi a vedere le cose in una nuova prospettiva", commentavo. Perché? Perché in una foto dall'alto non esiste il cosiddetto punto di fuga.
Invece in quella che ho chiamato 'foto macro' esso esiste. Il punto di fuga sottolinea la prospettiva, ma in questo caso è fuori dall'inquadratura. 

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di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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Panel 1 - Le domande della società globale

Diversità culturali-religiose e sintonie planetarie

  c04-txt_nkafu Martin Nkafu
Cameroun; Filosofie e culture, Pontificia Università Laterenense



Voltare pagina: l'Africa tra stereotipi e fantasie

Alle soglie del terzo millennio, chiunque getta lo sguardo o volesse interessarsi all'Africa, non può esimersi dal riflettere seriamente sulle cause profonde, interne ed esterne che fanno sì che le faccende africane rimangano ignote al pubblico mondiale e, addirittura incomprensibili per gli stessi africani.

In un processo di globalizzazione in cui tutto il mondo viene coinvolto, l'Africa non può sottrarsi, da una parte, dalle proprie responsabilità nel prendere in mano il proprio destino, dall'altra parte, l'occidente tutto come l'oriente non possono continuare ad ignorare la realtà africana, che merita d'essere esposta all'opinione pubblica mondiale anche quando ciò comporti dei rischi professionali.

Infatti, mentre il multiculturalismo e multiculturalità consegnano, in una prospettiva semplicemente descrittiva, una realtà nella quale si trovano a convivere più culture in seguito a diversi processi di mobilità umana, l'intercultura, la comunicazione interculturale e il dialogo tra le culture superano invece il dato descrittivo e pongono l'esigenza di gestire i rapporti con le nuove culture in termini d'impegno reciproco e relazioni interdipendenti.

Sappiamo che la realtà multiculturale comporta processi di riformulazione profondi a livello d'identità, sia sul versante personale, sia su quello collettivo 1 . Quindi, possiamo già dire che nessuno può nutrire l'idea di fraternità, favorire l'interculturalità e multiculturalità e il dialogo senza un profondo senso di pluralismo. Questo perché la matrice dell'educazione alla mondialità, all'interculturalità e alla fratellanza universale è la varietà stessa dei soggetti e delle culture che lo compongono.

1. Come palare dell'Africa oggi

Qualcuno può rimanere perplesso quando sente parlare dell'Africa invece di parlare di Afriche. Il motivo è semplice, almeno per gli africani: esistono molte afriche ma un solo popolo africano con valori comuni. Infatti, credo che si possa parlare dell'Africa tout court quando:

- prendiamo in considerazione diversi aspetti nonché questi valori comuni: istituzioni sociali - struttura della tribù, la realtà del clan e del villaggio, sistemi economici e di governo anche di quelli moderni al modello occidentale, l'importanza del culto da cui il profondo senso religioso, la sacralità della vita; aspetti e valori presenti in ogni parte del continente dell'Africa. Tutto il resto rientra nell'immensa ricchezza culturale che ogni tribù, razza e offre perché si possa parlare oggi di Cultura africana.

Tuttavia, dobbiamo informare il pubblico che in Africa, i valori umani e quelli spirituali vanno di pari passo. Non si può quindi parlare degli uni senza parlare degli altri, poiché non c'è dicotomia fra materia e spirito, tra vita quotidiana e vita religiosa, tra i vivi e i morti, tanto che gli stessi africani concludono che la vita come tale è eterna.

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I giornali parlano della televisione. La televisione rimanda spesso a quello che dicono i giornali. (...). In questa sorta di gioco degli specchi, si finisce per dare più spazio alle opinioni di parte che non ai fatti, succo della comunicazione. Occorre ritrovare la voglia della ricerca, il contatto con la realtà.

Domenico Pompili

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