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Rubriche

di Thomas Klann

Grattacieli che 'mangiano' le favelas

 

Grattacieli che 'mangiano' le favelas a San Paolo - foto di Thomas Klann

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Recentemente sono stato in Brasile, per motivi di lavoro. Il mio equipaggiamento per le riprese video era composto in maggior parte da “action camera”.
Sono telecamere con dimensioni e peso ridotti, che possono essere montate su un drone, un quadrocopter.
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di Thomas Klann

Il punto di fuga

 

Prospettiva - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riprendo dalle ultime due foto di questa rubrica. Una era presa dall'alto: " bisogna abituarsi a vedere le cose in una nuova prospettiva", commentavo. Perché? Perché in una foto dall'alto non esiste il cosiddetto punto di fuga.
Invece in quella che ho chiamato 'foto macro' esso esiste. Il punto di fuga sottolinea la prospettiva, ma in questo caso è fuori dall'inquadratura. 

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di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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Panel 2 - Media, società locale e globale. Dialogo (im)possibile

c04-txt_labate Patrizia Labate
giornalista "Calabria Sera"


Sono giornalista da circa sei anni (gavetta compresa) ed in questa breve esperienza sono quasi sorpresa nel riscontrare quanto il dialogo in questa professione non solo fa scaturire dei risultati impensati e creativi ma anche come esso inneschi una sorta di circolo virtuoso dai risvolti imprevedibili.

L'anno scorso per esempio comunicando a Paolo Lòriga una notizia di Reggio Calabria che interessava la rivista Cittànuova è venuto fuori una sorta di gemellaggio tra la diocesi della mia città e il ministro dell'educazione della Colombia. A Reggio era stato sperimentato, a livello di forze dell'ordine e di diocesi reggina, un nuovo metodo per diffondere la cultura della legalità tra i ragazzi ed i bambini. In pratica ci si serviva di supporti multimediali per influire sull'educazione ad una cittadinanza attiva. Cittanuova nell'edizione colombiana ha riportato questa esperienza ed è stato così che il ministro per l'educazione di quel Paese ha invitato ad un forum nazionale sull'educazione alla cittadinanza il responsabile dell'ufficio di pastorale giovanile che si è recato in Colombia proprio in questi giorni per offrire l'esperienza di Reggio. Insomma ho potuto constatare come una notizia da locale è diventata globale.

Ho poi riscontrato quanto questo metodo del dialogo mi sia stato utile nello scrivere il libro che ho pubblicato di recente e relativo al sindaco della città di Reggio Calabria: Italo Falcomatà.

E' stato un Primo cittadino particolare. Nel 2001 era stato infatti eletto per la terza volta sindaco quando, trascorsi neanche due mesi, gli fu riscontrata una forma grave di leucemia che lo stroncò, nel giro di sei mesi, a 58 anni. I sindaci che lo avevano preceduto erano stati coinvolti in gravi vicende giudiziarie e quando lui iniziò a governare, la città era soffocata dalla malavita, in una grave situazione di abbandono e trascuratezza, al punto che i cittadini avevano perso anche il senso di appartenenza alla città, come se non si identificassero più in essa.

Falcomatà ebbe modo di governare per otto anni consecutivi, Reggio in quegli anni è stata un cantiere aperto e grazie all'amore e alla passione che il sindaco ha avuto per la città, anche i cittadini hanno riscoperto l'orgoglio di appartenenza che significa in altre parole averne cura, rispetto, amarla.

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Attraverso la musica è possibile immaginare un modello sociale alternativo, in cui l'utopia e il pragmatismo uniscono le forze, mettendoci in condizione di esprimerci liberamente e di ascoltare gli uni le preoccupazioni degli altri. Questo modello ci permette di intuire come il mondo potrebbe o dovrebbe funzionare.
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