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Rubriche

di Thomas Klann

Grattacieli che 'mangiano' le favelas

 

Grattacieli che 'mangiano' le favelas a San Paolo - foto di Thomas Klann

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Recentemente sono stato in Brasile, per motivi di lavoro. Il mio equipaggiamento per le riprese video era composto in maggior parte da “action camera”.
Sono telecamere con dimensioni e peso ridotti, che possono essere montate su un drone, un quadrocopter.
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di Thomas Klann

Il punto di fuga

 

Prospettiva - foto di Thomas Klann

(clicca per ingrandire)

Riprendo dalle ultime due foto di questa rubrica. Una era presa dall'alto: " bisogna abituarsi a vedere le cose in una nuova prospettiva", commentavo. Perché? Perché in una foto dall'alto non esiste il cosiddetto punto di fuga.
Invece in quella che ho chiamato 'foto macro' esso esiste. Il punto di fuga sottolinea la prospettiva, ma in questo caso è fuori dall'inquadratura. 

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di Thomas Klann

La foto macro

 

Sulla scrivania - foto di Thomas Klann

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Sono tanti i campi di lavoro nell'ambito fotografico: fotografia sportiva, attualità, reportage, architettura, matrimoni e celebrazioni, ecc.
Ognuna di queste discipline porta con se delle problematiche di realizzazione sia organizzative che tecniche. Ma a volte ci si trova a confrontarsi anche
con i limiti del mezzo in sé, i limiti della macchina fotografica.
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Panel 3 - Prospettive per una svolta nell'informazione

Sperimentazioni e dialogo

Clara Mariel
Servizio Informazione Focolari, Venezuela


Da tempo il Venezuela vive una polarizzazione politica molto forte, tale da dividere la popolazione in due, in contrasto con la natura accogliente e pacifica di questo popolo. Ci sono stati molti episodi di violenza, mentre i tentativi di dialogo di varie forze politiche sono sempre caduti nel nulla. Il questo contesto i mezzi di comunicazione hanno assunto un ruolo importante, con sfumature apertamente politiche, schierandosi da una parte e dall'altra.

Il senso di sgomento generalizzato è stato poi alimentato dal bombardamento di notizie contrastanti che hanno aumentato il clima di conflittualità. Una situazione purtroppo non molto diversa di quella che si vive in altre nazioni, dove sono gli interessi economici e politici a condizionare la forma e i contenuti dell'informazione.

Come membri del Movimento dei Focolari, nel nostro ruolo di audience, abbiamo cercato innanzitutto di non lasciarci trascinare dalle molteplici informazioni, ma di sviluppare un atteggiamento critico, che significava: informarci di persona, scendere in campo, facendo sentire anche la nostra voce. Capivamo che proprio in questo contesto di grande conflittualità, la fraternità doveva essere il nostro metodo, e il criterio delle nostre scelte.

In vari momenti, insieme ad altre organizzazioni civili, abbiamo preparato dei "comunicati" da diffondere attraverso i mass media, per sottolineare il bisogno di impegnarci insieme per diffondere una cultura di pace e di rinconciliazione. Abbiamo partecipato ad assemblee e manifestazioni pubbliche, quando c'è l'ha dettato la nostra coscienza. In un periodo di violente manifestazioni contro le politiche del governo, anche noi siamo scesi in strada coi nostri manifesti sulla fraternità, per chiedere la pace, la riconciliazione ed il rispetto dei diritti democratici. Il nostro stile di manifestare, innovatore e aperto al dialogo con tutti - fra di noi c'erano persone simpatizzanti sia del Governo che dell'opposizione - ha avuto un impatto nei mezzi di comunicazione sociali, che hanno sottolineato proprio questa caratteristica pacifica della manifestazione.

Particolarmente significativa è stata l'idea del Congresso "Insieme per il Venezuela", organizzato coi principali Movimenti Ecclesiali del Paese ed altre Associazioni. Il programma dell'incontro è stato fatto sulla falsa riga della Giornata "Insieme per l'Europa", svoltosi quest'anno a Stoccarda, dove si è presentata la rete dei Movimenti come modello di unità per la società.

Nel clima di violenza e di oltraggi particolarmente accentuati di quei giorni, poteva apparire temerario proporre al Paese un incontro aperto a tutti per parlare di fraternità, ma come ha detto una delle organizzatrici: "Non potevamo avere paura, ne' tentennare, altrimenti avremo il rimorso di aver avuto la possibilità di fare qualcosa e non lo averlo fatto".

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